Ficoroni, Francesco de'
I Tali Ed Altri Strumenti Lusorj Degli Antichi Romani — Roma, 1734 [Cicognara, 1651]

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DEGLI ANTICHI ROMANI. 49

di quì credo, che iia dedotta la voce deirAsso no-
fìrale. Lo llessoin dialetto Jonico chiamavasì oinosy
o come trovasi presso Polluce, onos, e queste voci
malamente da alcunisiaccomodanoalluno de*Tali,
mentre eran proprie solamente de' Dadi ; 1 unità
de" quali dicono essere stata detta ancor’Astno, così
interpretando la parola onos ; ma di costoro risolu-
tamente definisce THyde, qui mitatem afmum d’t-
cunty erranty (y ipsi funt Aftni. Io per me non
mi curo di questo titolo tutto intiero ; onde non lo
darò nè pure alsunità; ma seguendo il mio propo-
sito dirò che anche il sei ne’ Dadi vien detto Coo,
e Senione : non manca in tal giuoco il nome di
Venere, nè pur quello. di Convesso , e Supino .
Non saprei dire, se tuttociò sia vero ; e molto me«
no da qual de5 due giuochi passasse alsaltro si stretta
participazione di proprietà, perchè non è facile a_
ìapersi qual sia all’altro anteriore di tempo . Altri
attribuiscono a Palamede s invenzione de’ Dadi ; al-
tri a’ Lidj ; Tomaso Hyde nè alsuno , nè agli al-
tri ; ma ad un Autore incognito, che visse nels età
di mezzo tra Omero , ed Aristofane . La ragione,
che sinduce a ciò credere è ; perchè Omero non
fa menzionealcunadelleTessere, o d alcun derivato
da questa voce, nominando per altro i Pesii, e gli
Astragali ; ma bensì Aristofane, il primo dopo di
lui. Questo argomento negativo ha la iua forza_,,
e più ne averebbe ; se Omero avesse preio simpe-
gno di nominare tutt’ i giuochi noti al suo tempo ;
al-trimenti non è totalmente convincente il discorso,

I che
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