Ficoroni, Francesco de'
I Tali Ed Altri Strumenti Lusorj Degli Antichi Romani — Roma, 1734 [Cicognara, 1651]

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104 I TALI LUSORJ

(y Tabuìa luforta duodectm numerìs diftinbla j ma
col dichiararne l’uso, che aveva ; par che confonda
il giuoco delle pedine, e de’ Dadi con cjuel de’ La-
trunculi, quali avevano il Tavoliere diverso, in
qua dice egli, Cah ulis , vel latruncuìis ludebatur .
Meno bene loggiunge, se si parla d’un medesimo
Tavoliere quasi capace di tutti e tre questi giuochi:
Alii in ea quinas utrimque lineas suijje àicunt, (y
medium facrum, ut undecim numeri ejfent. Questo
è un confondere co’ precedenti anche il giuoco della
Pettia, quale, come lo disegna il Salmasto, aveva
il Tavoliero diviso in cinque linee per parte in un
piano bislungo, o perpendicolari, o orizontali, e
parallele tra se ; ed in mezzo, ma più dilgiunta_,
daJl’altre stendevafì da un capo alsaltro del Tavo-
liere un’altra linea, che era la Sacra. Meglio st
spiega il Senfìezio su questo propofìto. Tabula^
dice egli, erat inftrumentum Iujorium, ut plurimum
st ligno saHum sormà quadrata^ longior, quam Ia~
tior ajferculis comprehenja^ in cujus prima sacie ad-
jcriptce erant certa linece, quibus pro casu tejferarum
certos applicabant cah tftos.

Per maggior chiarezza rissetto, che il nome
di Tabula vien preso da varj, non per il Tavoliere,
ma per il giuoco medesimo fatto co’ Dadi, e Pe-
dine; sicchè fosse lo stesso il dire tabula, o pure
ad tabulam ludere, che fìgnificar questo giuoco.
Jdinc pastim, dice il Salmafìo, apud Latinos ad ta-
buìam ludere-i (y tabulce ìujus, (y tabula. Vuole
ancora, che del suddetto giuoco fì parli da Giove-

nale
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