Ficoroni, Francesco de'
I Tali Ed Altri Strumenti Lusorj Degli Antichi Romani — Roma, 1734 [Cicognara, 1651]

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DEGLI ANTICHI ROMANI. 159

abbia messo sotto degli occhi il succinto ragguagiio
di tanto diverse opinioni. Egli iarà piu iibero a_»
giudicarne quelche a lui piace ; nè iascia taiora ia
verità di trovarsi come dispersa in pezzi tra dmili
varietà di pareri, da poterii poi raccogliere, ed
unire dagsingegni più eruditi.

Soggiungo solamente ciò che diilì aitrove del
Fritillo preio per Tavoliere, non parer facile a spie-
garsi quei movere il Fritilio , come dice Marziale,
quello scuoterlo , come dice Seneca, neli’opinione
di quelii, che prendono il Fritìllo per ia Torre_* ;
mentre questa nc si scuoteva , nè si moveva, e se
bene i Tali, e ie Testere l’agitastero cadendo per i
gradini interni delia medesima j onde possano così
lpiegarsi i Tali agitati, e convestì, de' quali sopra
parlammo ; pure non sembra tale questo strepito,
che fatto in una bettola ritirata possa sentirsi di fuo-
ra ; come vuole , che fì sentisse di fuori dall’EdiIe
lo strepito dei Fritillo Marziale .

Et bìanclo maìe proditus Fritiìlo
yircana modo raptus è popina
/Ejdiìem rogat udus aìeator.

Da queste espressìoni, ed altre consimili sembra po-
tersi credere con piu verisimilitudine, che ie Tes-
sere si roversciassero col Fritiiio, e che perciò aveste
egli il fondo, e in conseguenza, che ioste distinto
dalla Torre. Eaco presso Seneca nel Apocolocintòsi
di Claudio fa giocar questo Cesare con un Fritillo
forato . Tum Eacus jubet illum alea ludere pertufo

V 2 Fri-
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