Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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ISCRIZIONI TESRAI.ICHE

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dell' eolico, nè nelle epigrafi dialettali tessale (cf. Hof-
mann, II, 537). Quanto allo t nel dativo dei temi in a.
esso, come è noto, rarissimo in Tessaglia nelle iscri-
zioni dialettali più recenti (cf. sopra n. 77), non manca
mai nelle arcaiche (Ròhl, IGA. 324. 325. 327).

82. Frammento della parte superiore d'una stela
sepolcrale esistente in Lafko nella casa di Giovanni
KaQayiawdxiqq. Alt. m. 0,205; largh. 0,25; altezza
delle lettere 0,03. Secondo il possessore dell' epigrafe
essa proverrebbe da un vicino Paleókastro che si con-
sidera come il posto dell' antica Olizone. Copia :

Nello stesso nome A]fe£avó cominciato al v. 1 e
poi inciso interamente al v. 2 dobbiamo vedere un
pentimento del lapicida.

83. Frammento della parte superiore d'una stela
sepolcrale. Stessa località e stessa provenienza della
precedente. Alt. m. 0,32 ; largh. 0,235 ; alt. delle let-
tere 0,012. La stela doveva rappresentare un tem-
pietto. Nel frammento rimasto dell'epistilio si legge:

<ÀE I TOMAX

84. Stela sepolcrale con rappresentazione di un
tempietto (due colonnine sormontate da un epistilio)
sulla porta del monastero di s. Nicola vicino ad Ar-
galasti. L'iscrizione a è sull'epistilio; b è nel campo
tra le colonnine. Al termine di b comincia nella stessa
linea una epigrafe del sec. XVIII relativa al mona-
stero. Alt. m. 0,59; largh. 0,565; alt. delle lettere
in a 0,019-0,022, in b 0,02-0,03. Copia:

a ZIMAXOEHrHIlOYHPns:

b APICT A PXH AN T I
$ A N □ Y

a \Av~^si[iujfi(; 'HyijGtov i]qcoc.
b 'AqiGtccqxi] jtvn\(pavov.

Come si vede la seconda iscrizione è di parecchio
posteriore alla prima. Non si tratta d'una sepoltura
di famiglia. La stela di Lisimaco è stata adoperata
qualche secolo dopo la sua morte per la tomba di
Aristarca.

Monumenti Antichi. — Vol. Vili.

VII. Farsalo.

85. Lastra di marmo murata sullo stipite della
porta della casa di Demetrio Ktlag nel quartiere
Kara-Mustapha-Platania. Alt. m. 1,16; largh. 0,49;
alt. delle lettere 0,02-0,025. Copia :

T O I A T Yl A T A I ANEt
KANAP X ONT £1 N £ O S
APO A i A N A P °

Tol uyviàxai dvs[_8£f\\xav <xq%Óvtu>v 2oG\_dv~\\dQO

La sola forma del nom. plur. dell' articolo ma-
schile riscontrata fin qui nel dialetto tessalico e nel-
1' eolico-asiatico è ol. La nostra epigrafe ci dà per
la prima volta rot. Questo conferma che il dialetto
di Farsalo ha nel tessalico una posizione speciale:
esso si accosta su questo punto al beotico. — La pa-
rola dyviàxai sotto la forma dyviijrcu è spiegata dal-
l' Etym. Magnum e da Bsichio xconfjzai, ystrovsg. —
Gli ctQxovrsg menzionati nella epigrafe difficilmente
saranno magistrati di Farsalo. In Tessaglia, fuori della
Ftiotide, il titolo di dqxcov non è portato che dal
magistrato supremo della lega tessalica, e solo in una
iscrizione del 361/0 {CIA. IV 2, 59£ = Dittenberger,
Sylloge, 85). Qui si tratta verisimilmente di preposti
ai xconijzai, qualche cosa come i demarchi od i ma-
gistri vici. — E noto come il genitivo dialettale
tessalico dei temi in o è oi: fanno eccezione le città
di Cierio e di Farsalo ove trovasi ov nato da co. In
una epigrafe trovata in un villaggio a 11 km. da
Farsalo, iscrizione che si riferisce all' età di transi-
zione tra l'alfabeto locale e lo ionico, il genitivo è
in co (Collitz, I, 328). La nostra iscrizione si riferisce
allo stesso periodo. L'co apparisce in uq%óvtcov, ma
Yo tiene ancora il posto dell' co risultante dalla sem-
plificazione del dittongo improprio coi.

86. Frammento marmoreo conservato nella casa di
Apostolo TGbxoQÓnovXog. Alt. m. 0,21; largh. 0,25;
alt. delle lettere 0,012-0,018. Copia e calco:

'A IPATh
"l< P ATI O
nOOESS
I OikV

"TP

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