Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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CAMARINA

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258. Presa e distruzione definitiva per opera dei
Romani.

Cenni topografici.

La città si stendeva sulle collinette sabbiose di
modica elevazione interposte fra il basso corso del-

30. Jj"*\X

1' Hipparis (Forgia di Scoglitti) a settentrione e del-
l' Oanis (Refriscolaro) a mezzodì, i quali due fiumi-
celli colla palude Camarina (Camarina, lacus Cama-
rinensis, palus Camarina, èy%mQia Xi;ivrj) a NE, il
mare ad 0, formavano la miglior difesa naturale del
sito. La massima elevazione (m. 55) era occupata,

secondo lo Schubring, da un presunto tempio di Eracle,
di cui io, malgrado diversi saggi di scavo, non rin-
venni traccia di sorta ; dal piede di essa scende una
spianata quasi orizzontale sino alla mandra coi ruderi
del tempio di Atena, spianata che digrada poi dolce-
mente sino alle rupi che contorniano il mare. Il lato

debole della città era verso levante, dove il sistema
di colline sale tosto a m. 60-70 ; chè poco accentuato
è 1' avvallamento interposto fra la collina d' Eracle
(mantengo provvisoriamente il nome) e le opposte.
Da questa parte adunque dovettero sorgere le opere
di difesa più valide, ma anche di codeste, all' infuori

FlG. 1.
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