Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

Page: 209
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1899/0113
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
209

CAMARINA

210

fronte occidentale della città; lo Schubring le ha qui
segnate molto basse nell' avvallamento, mentre esse
trovansi un 20 m. più in alto.

In questo punto parvemi convenisse far eseguire
degli scavi, per mettere allo scoperto un tratto del
muro, in guisa da poterne studiare la tectonica. Sulla
cresta della collina che prospetta la casa Fiorirla, ne
denudai una ventina di m. in lung., pregando il pro-
prietario di lasciarlo intatto per comodo degli studiosi.
Ne offro qui un saggio in elevazione ed in planime-
tria (fig. 2), per 6 m. di sviluppo lineare, e da esso
si rivelerà abbastanza la sua struttura singolarissima ;
tanto che se non fossimo sopra un terreno, dove prima
del 599 (') e dopo il 258 non esistette alcuna città,
sarebbe il caso di credere tale costruzione o preisto-
rica o barbarica, tanto essa è rozza ed imperfetta.
Consta di massi a contorno irregolarissimo, coll'asse
talvolta orizzontale, tal'altra verticale, mal congiunti
e perciò con molte rinzaffature di piccoli pezzi ; di as-
sise regolari nessuna traccia e nemmeno di squadra-
tura dei massi, per ottenere regolari piani di posa
e di combaciamento. Secondo osservazioni di abili
cavapietra locali, che conoscono assai bene la regione
camarinese, più che massi di cava codesti sarebbero
massi erratici di calcare durissimo, che non mancano
in quei contorni, smussati alle estremità a semplice
colpo di mazza; solo il piombo ed il rettifilo delle
faccie è rigorosamente osservato, mentre tutto il resto
è primitivo. Il muro è a doppio paramento, con riem-
pimento di pezzi minori e terra compressa, fondato
sopra il terreno naturale ben battuto ; il suo spessore
varia da m. 2,35 a 2,40, e la massima elevazione
che ho potuto ottenere non supera i m. 1,10; nei
prospetti ho misurato blocchi di m. 0,80 X 0,52 ;
0,96X0,45; 1,08X0,98. È insomma una rozza ma
robusta maceria, che data la sua struttura, non poteva
nemmeno essere portata a soverchia altezza, se non
fosse stata poggiata ad un aggere di terra, di cui
non v' è traccia. Qui si afferma evidente il principio
che la tecnica muraria è sovente determinata dall' in-
dole del materiale che si aveva sottomano (2) ; il muro
sembra costruito in fretta, col materiale trovato sul

posto, mancando il tempo di ricorrere alle lontanis-
sime cave dei monti di Ragusa, le uniche che pote-
vano fornire materiale diverso e migliore ; ne v' è dubbio
che esso spetti al primo impianto della città nel 599.

Se così è, non è a meravigliare che esso presenti
ancora reminiscenze parecchie del poligonale irrego-
lare, tanto in uso nei tempi micenei ('), ma conti-
nuato anche nel VII e VI secolo; il tipo murario
più esattamente rispondente al nostro io lo trovo in
un brano del recinto del Lenaion, sul versante 0 del-
l'Acropoli, che malgrado la parvenza micenea è del
sec. VII (2) ; mura arcaiche di città greche di una
foggia consimile se ne possono citare parecchie, seb-
bene non così rozze (3), ma nessuna conosco della Si-
cilia (4); in ogni caso è certo che nessuna ragione
storica e tectonica ci autorizza ad elevare 1' età del
muro di Camarina al di là dell'epoca suindicata.

Tracce della cinta, velate di terra, scorgonsi al-
tresì sullo sperone che dal lato SE imponde al Refri-
scolaro ; anche qui sono della tecnica succitata, a
doppio paramento, con spessori di m. 2,20 - 2,40. Da
qui in poi spariscono, e solo dopo alcune centinaia
di metri se ne rivedono languide orme sull'alta costa
della collina, in mezzo alle dune ondulate; quivi
sembra fossero costruite con un sistema diverso, cioè
con piccoli pezzi squadrati che veggonsi ancora sparsi
sul suolo, ma nessun tratto è in piedi.

L'Acropoli.

Lo Schubring non ha avvertito e segnato due lunghe
braccia di muro, che un po' ad oriente della mandra
si spiccano dal sommo della collina e scendono dirette,
per i due versanti opposti, ai due fiumi che lambi-
scono i fianchi di Camarina ; la loro esistenza è affer-

(') Dico così, giacche io non ammetto affatto la stazione
fenicia, fondata su labili teorie dello Schubring (o. e, p. 12-16).
(*) Noack, Roemische Mittheilungen 1897, pag. 183.

(') Esempì molto affini di età micenea si osservano ad
Arno {Athenische Mitth. 1894, pag. 426); a Troja (Dorpfeld,
Troja 1893, Bericht, pag. 43) nel VI strato, ed altrove.

(2) Dorpfeld, Athenische Mitth. 1895, p. 165 « man glaubt
fast eine Mauer der sog. myk. Periodo vor sich zu haben ».

(3) Quelle più antiche di Jasos e Bargylia in Asia M.,
che sono del VI sec. (Athenische Mitth. 1890, pag. 149-150), il
muro del sacro recinto di Posseidon a Kalaureia (Ibidem 1895,
pag. 269), ed il più antico dei tre tipi di Velia in Lucania
(Jahrbuch 1889, pag. 180-181).

(4) Qualche brano delle mura non greche di Erice (Butler,
The authoress of the Odyssey, fototip. a pag. 193).

tatt»1

Monumenti antichi.

Vol. IX.

14
loading ...