Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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PANTELLERIA

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IV. SINTESI STORICA ED ARCHEOLOGICA

Il problema dell' età in cui i Fenici occuparono
per la prima volta il suolo di Cossyra, il cui nome è
semitico ( « isola dei tigli », secondo altri « isola della
vittoria (') » ), si rannoda con quello dei loro antichissimi
commerci nel Mediterraneo occidentale e della fonda-
zione di Cartagine. Fu l'isola toccata nelle prime navi-
gazioni verso il paese di Tartessos, la regione della
Spagna meridionale ricca di argento, oppure venne
occupata dopo la fondazione della « Città Nuova »,
quando i Semiti dell'Africa tentarono di spingersi
verso la Sicilia? La mancanza di fonti storiche, il
difetto di monumenti fenici antichissimi nell' isola la-
sciano su tale argomento aperto il campo alle ipotesi.
Però se si pensa che le navigazioni verso le colonne
d'Ercole dovevano farsi, in tempi così lontani, col si-
stema del cabotaggio, siamo indotti a credere, che
Cossyra sia stata occupata dopo la fondazione di Car-
tagine. Lasciamo stare la controversia sull' epoca cui
essa risale (2), e consideriamo piuttosto la circostanza
ricordata da Timeo, che verso la metà del secolo VII
essa avesse inviata una colonia nella lontana Ebusus,
una delle Baleari ; se in tale epoca avveniva una irra-
diazione per mare verso il settentrione in così discoste
regioni, è verosimile, che alquanto prima abbia avuto
luogo la presa di possesso di Cossyra, posta sulla rotta
della Sicilia, dove tanti interessi commerciali avevano,
per lo meno dal secolo Vili, i Fenici ; di Cossyra che
serviva di tappa nel passaggio alla parte occidentale
della Sicilia, tanto contesa poi fra Greci e Semiti. L'in-
tervento politico dei Cartaginesi nelle faccende della
Sicilia occidentale data da circa la metà del sec. VI
colla impresa di Malco, la cui cronologia è parecchio
oscura (3) ; ma i rapporti coli' isola dovevano essere
più antichi, se si era formato un tale complesso d'in-
teressi da reclamare la lotta. È dunque ragionevole
ammettere che Cossyra sia stata occupata sullo inizio

(') La questione filologica è riassunta dal Mayr, op. cit.,
p. 26 e 27. Secondo il Kiepert, Lehrbuch der alten Geogra-
phic, p. 474, la leggenda delle monete significherebbe « la
piccola ».

(2) Pietschmann, Geschichte der Phònizier, p. 287 nota;
Mcllzcr, Geschichte der Karthager, I, p. 90 e segg.; Beloch,
Gricch. Geschichte, I, p. 186; Meyer, Gesch. des Altcrthums,
voi. I, p. 90.

(3) Mcltzer, op. cit., I, p. 159.

di questo lungo periodo di preparazione, allo incirca
in sui primi del secolo VII, sebbene nessuna fonte
storica alluda, anche implicitamente, a questo piccolo
avvenimento, episodio della espansione politica di Car-
tagine al nord, esso non mi pare perciò men certo.

L'isola non ha dato verun documento archeologico
preciso su questo primo periodo della occupazione se-
mitica ; mute sono le necropoli, ed il sepolcro di Beci
Morsà troppo poca ed incerta cosa per costituire un
caposaldo; il brano più antico delle mura dell'Acro-
poli nemmeno presenta dati sufficienti per una esatta
determinaziane cronologica, in quanto con pari proba-
bilità esso possa assegnarsi al VII come al VI secolo.
Questo solo è certo che l'isola fu semitica, non mai
greca ('), e semitica rimase sino ed anche dopo la
conquista romana. Malgrado ciò sin dal VI secolo vasi
greci, e terrecotte, penetravano in certa quantità in
essa, come, e più, in Cartagine; allo stesso modo che
nei secoli VII e VI bigiotterie e vetrerie fenicie tro-
vavano accoglienza nel mondo elegante greco ed inva-
devano i mercati ellenici della Sicilia ; è un commercio,
che dura fra le due razze rivali almeno sino alla fine
del VI secolo.

Per tutto il tempo che trascorre tino alla conquista
romana silenzio assoluto nelle fonti scritte ; nè i dati
archeologici valgono ad integrare questa lacuna. Conqui-
stata l'isola nella prima guerra punica (255) dopo un
successo navale dai consoli M. Emilio e S. Fulvio (2), fu
ripresa 1' anno seguente dai Cartaginesi ; ma, occupata
definitivamente nel 217 (Polib. Ili, 96), colla ca-
duta della Sicilia in mano a Roma essa venne aggiunta
a quella provincia; nel primo secolo a. Cr. malgrado
la scritta latina, non più semitica, delle sue monete,
che sembra alludere ad un municipio romano, dob-

(') Pantelleria non ha dato veruna iscrizione greca, nem-
meno su figuline; e la moneta addotta dal Torremuzza (Siciliae
veteres nummi, tav. XCVI, 7), colla scritta KO£SY accanto
alla semitica viene considerata quale contraffazione. Anche nelle
fonti greche antiche non se ne fa menzione, tranne che in Scil-
lace, il quale la dice distante un giorno da Lilibeo. Una re-
cente pubblicazione, che vuol considerare sotto un riguardo to-
pografico tutto nuovo l'Odissea, identifica Pantelleria colla Sche-
da del Poema (I, 50), dove i compagni di Ulisse rimasero sette
anni. Ma poiché le teorie del sig. Butler aspettano ancora, e
credo a lungo, 1' adesione dei filologi, io mi guarderò dall' ac-
cettare per dimostrato questo del resto ingegnoso tentativo (But-
ler, The auchoress of the Odyssey. London, 1897, p. 187, 203).

(*) Zonara, Vili, 14. Fasti trionfali G. I. L., I, p. 458 ad
a. u. c. 499 « Triumphus navalis de Cossurensibus et Poeneis ».
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