Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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595 CAVERNA NATURALE

ossidazione esagerano le sporgenze dei margini. In
ogni modo la forma è assai arcaica.

Pia. 72. 2:3

Di un punterolo o coltellino di rame resta il
manico, costituito da un osso tubolare (metatarso
destro di pecora) segato, in cui è tuttora confitto un
frammento di metallo (fig. 72). Sopra entrambi questi
oggetti torneremo nel capitolo delle comparazioni.

V.

La Fauna.

Da una relazione inviatami dal eh. prof. Ettore
Regàlia, assistente al R. Museo Antropologico di Fi-
renze, intorno agli avanzi animali da me rinvenuti
nella grotta di Pertosa ed a lui mandati con la pre-
ghiera di studiarli, tolgo le notizie più interessanti per
l'archeologia preistorica.

Gli avanzi animali contengono ossa dei seguenti
generi :

1. Lepre (Lepus iimidus Linn. ?), rappresentato
da un femore.

2. Gatto selvatico (Felis fera Bourguignat), rap-
presentato da tre omeri, due femori e una porzione
media di tibia, che appartenevano a quattro individui.

AVANZI PREISTORICI 596

3. Volpe ( Vulpes vulyaris Brisson), rappresentata
da un radio. Due tibie appartenenti a diversi indivi-
dui accennano piuttosto a volpi che a piccoli cani.

4. Cane. 8 pezzi di almeno 6 individui, in cui è
rappresentato il cane domestico in tre razze, ed in-
croci tra queste razze. Il prof. Regàlia inclina a sup-
porre che la razza più grande « fosse quella di mas-
* sima statura all' età del bronzo, il Canis matris

« optimae Jeitteles.....e che la più piccola sia la

« più antica delle razze, che esisteva fin dall' età della
« pietra polita, quella delle palafitte elvetiche, il Canis
« familiaris palustris Rutimeyer. Può darsi però che
« il pezzo (Atlante) indicante l'individuo dalla statura
u massima appartenga al Lupo ».

5. Orso ( Ursus Arctos Linn.), rappresentato dalla
diafisi della tibia destra di individuo giovane, con tracce
di colpi diretti a spaccarla.

6. Porco. Vari pezzi di forse due varietà che il
prof. Regàlia giudica domestiche.

7. Cinghiale (Sus Scrofa ferus Linn.), rappresen-
tato da resti scheletrici di almeno due individui, e
da parecchi denti che evidentemente erano raccolti e
conservati appositamente ; niuno di essi però si è rin-
venuto forato.

8. Bove, rappresentato da una quantità relativa-
mente grande di avanzi, che appartennero a 29 indi-
vidui almeno, alcuni dei quali, di piccolezza finora non
riscontrata, probabilmente sono classificabili col Bos
brachyceros Rìit.; altri, in minor numero, accennereb-
bero alla razza maggiore (Bos primigenius Boj. do-
mesticus).

9. Pecora, rappresentata da avanzi di almeno 15 in-
dividui che appartennero a due razze, l'una piccola e
più antica (Ovis aries palustris Rutimeyer), l'altra
più recente anzi attuale, la Pecora comune (0. Aries
domestica Rutimeyer) che fu trovata nei pozzi sepol-
crali di Servirola e a Marzabotto (') ma non nei fondi
di capanne del Reggiano, che lo Strobel per l'assenza
del cane riteneva « anteriori alle palafitte litiche ».

10. Capra, rappresentata da un minimo di 5 indi-
vidui di piccola statura, come la capra delle palafitte,
delle terremare e dei pozzi di Servirola.

0) V. Strobel, Tpossi sepolcrali di Sanpolo d'Enza, in Bull,
di paletti, it., II, 1876, Strenna, parte seconda, p. 6 e p. 17,
nota 18.
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