Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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IL SEPOLCRETO GALLICO

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Uno di tali vasi ad alto piede (fig. 20) presenta
graffita tutto in giro una iscrizione romana, già da

Fig. 19. 1:5

me pubblicata nelle Notizie dell'anno 1893, p. 191 la

Fig. 20. 1 : 5

quale accennava ad un voto fatto da un tale L. Hel-

venalius, il quale, da altra iscrizione rinvenuta a Sen-
tino, pare fosse nativo di questa città e vissuto verso
la metà del secondo secolo dopo Cristo.

Anche le colonnine delle fig. 19 e 20, doveano
essere sormontate, come quella della fig. 18, da una
specie di labrum o catillo.

Il tempio o santuario, donde uscirono quegli og-
getti votivi, e della cui costruzione finora non si è
potuto rintracciare alcun avanzo, sorgeva certamente
presso l'abitato che dobbiamo supporre occupasse il
luogo dell'attuale villaggio. Per conseguenza veniva
a trovarsi poco lungi, circa 500 metri, dal sepolcreto,
le cui tombe furono dai recenti scavi restituite alla
luce (veggasi tav. II).

Il sepolcreto.

Come ho detto sopra, e rilevasi chiaramente dalla
tav. II, il sepolcreto comprende un'area di circa 4000
m. q. suddivisa fra tre proprietari, i coniugi Giuseppe
ed Albina Marcellini, il cav. Giampieri-Carletti ed
il cav. Anselmo Anselmi, ed i sepolcri si scoprirono
alcuni successivamente ed altri, anche simultanea-
mente, nei tre indicati poderi.

Sep. I ('). Si rinvenne casualmente eseguendo
lavori agricoli il 18 ottobre 1894, quasi nel mezzo
della proprietà Marcellini. Il cav. Anselmi, che assi-
stette alla esplorazione, così la descrisse nei suoi ap-
punti :

« Il cadavere di uomo adulto giaceva sulla breccia
« viva, circondato attorno da scaglie di varia forma
<* e colore di cave locali ed aveva sotto la spalla de-
li stra una pietra rotonda di arenaria. Il cadavere gia-
« ceva supino con i piedi a ponente e la testa a le-
« vante, leggermente volta a sinistra. Intorno la testa
« gli si trovarono sette chiodi di ferro disposti al-
« l'ingiro (2). Presso la testa dalla parte sinistra
« era collocato un elmo di ferro conico e sormontato
« da apice, dell'altezza di m. 0,20, con apertura ovale

(') Per le prime nove tombe ripeto la descrizione che ne
ho già dato nelle Notizie degli scavi, gennaio 1896.

(*) Probabilmente erano i chiodi della cassa di legno che
racchiudeva il cadavere, come fu constatato in seguito in altre
tombe. Si confronti per es. tav. Vili.
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