Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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687 il sepolc

Kiusciti adunque infruttuosi gli scavi nella parte
alta del sepolcreto, il cav. Giampieri ne ricercò la zona
compresa fra la ricca tomba Vili ed il torrente ; e
qui parecchie tombe pose in luce, le quali presenta-
vano la particolarità di essere tutte senza copertura
di breccia o sassi.

Sep. XXV. Scoperto il 26 ottobre 1895 e lungo
m. 2,60, largo m. 1,50 e profondo m. 1,90, racchiu-
deva lo scheletro di un guerriero, lungo m. 1,80, il
cui cranio presentava sopra l'occhio sin. una grande
ferita.

Presso il cranio a destra posava un elmo di bronzo,
alto m. 0,25 e del diam. di m. 0,21, perfettamente
conservato e con i propri guanciali di bronzo ancora
attaccati. Questi differiscono, nella forma, dai guan-
ciali degli altri elmi scoperti a Montefortino, perchè
nella curva dell'orlo anteriore simulano ancora l'aper-
tura degli occhi e della bocca, come nei guanciali di
tipo più antico e che negli altri guanciali più non
si osserva (tav. VI, n. 22). Una lastrina rettango-
lare di bronzo lunga m. 0,09, larga m. 0,04 con
apertura longitudinale, (tav. VI, n. 23) aderiva in
causa dell' ossidazione, all' elmo, dalla parte della
fronte, mentre da quella della nuca pendeva un anello
fermato con una piastrina di bronzo. 11 paranuca, raf-
forzato all'orlo da robusto ed elegante cordone, è
ornato alla superficie di una fila di doppi puntini e
di una zona ripiena di quadruplici linee incise e
disposte a triangoli.

Il pomello del vertice presenta tutto all' intorno
un doppio fregio di ovoli e sul disco una rosetta.
All'altezza del braccio sinistro posavano tre giave-
lotti di ferro a verga quadrangolare, di cui uno lungo
m. 0,79, gli altri due m. 0,41 (tav. VI, nn. 17,
18, 19); una spada di ferro, ancora introdotta nella
propria guaina e lunga m. 0,75 compresa l'impugna-
tura (tav. VI, n. 20) era lungo il braccio destro, ed
un vasetto di bronzo di forma conico-cilindrica con
manico ad orecchietto (tipo fig. 25) posava presso il
ginocchio destro.

Ai piedi erano:

Una grande caldaia di bronzo (tipo tav. IV, n. 9)
del diam. di m. 0,46, con manico semicircolare di
ferro, dentro cui era un frammento di coltello in
ferro; una strigile di ferro in frammenti; un'anfora
intera di terracotta, alta m. 0,70; quattro vasi di

gallico 688

terra rozza con tubercoli; una fibulina di bronzo di
tipo La Tene con sette spirali (tav. VII, n. 8), ed
uno dei soliti utensili a doppia lamina esilissima di
bronzo (tipo tav. X, n. 9).

Sep. XXVI. Il sepolcro lungo m. 2, largo m. 1,50,
conteneva, alla profondità di m. 1,40, uno scheletro
di guerriero, al cui fianco posavano una spada di
ferro ricurva (tav. VI, n. 5) e rotta nella punta; un
giavelotto di ferro ; un elmo pure di ferro, ma assai
guasto, il quale sopra 1' orlo della fronte ha una
fascetta di bronzo ornata di eleganti palmette (tav. VI,
n. 21). Presso i piedi erano deposti due coltellacci
di ferro; una tegghia di bronzo ad un manico; una
strigile di bronzo in frammenti; un paio di forbici
in ferro con molla in due pezzi (tav. X, n. 3), e pa-
recchi vasetti di terracotta, di cui alcuni contenenti
ossa di cinghiale, certo il viatico del defunto.

Il sepolcro conteneva altresì una fibula di bronzo,
di un tipo intermedio fra quelle Certosa e quelle
La Tene (tav. VII, n. 1).

Sep. XX VII. Questo sepolcro era stato sconvolto
dai lavori agricoli ed anche precedentemente depredato.

Si potè però constatare che aveva appartenuto a
donna, dagli oggetti che si trovarono sparsi a varie
altezze.

Questi oggetti sono: parecchie sferette di pasta
vitrea ed altre di ambra che dovevano comporro una
collana; un frammento di vasetto di vetro variegato;
uno specchio di bronzo con figure incise, ridotto però
in molti pezzi e che non fu possibile ricomporre. Ben
conservato al contrario vi eia il manico, formato di
un tubo di osso alto circa m. 0,09, e lavorato a solchi
od anelli in rilievo (tav. VII, n. 13) e del tutto
simile ad altro manico di specchio, rinvenuto in una
tomba gallica del Bolognese ('). Erahvi inoltre una
tegghia di bronzo (tipo tav. X, n. 11); due vasetti
pure di bronzo, un colatoio ed un anello a semplice
verghetta di argento, cioè una fede.

Sep. XXVIII. Alla profondità di m. 1,80, il
29 ottobre 1895 si scoperse un sepolcro con scheletro
d'uomo, lungo m. 1,70 col capo a levante. Aveva al

(') Brizio, Tombe e necropoli galliche della città e prov.
di Bologna, tav. V, n. 41; Montelius, La civilisation primi-
tive en Italie, pi. Ili, n. 5; Kflrte, Etruskische Spieqel.
Band V, taf. 80, fig. I.
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