Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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755 IL SEPOLC

sunto nella tomba. Ma poiché le tavole ond' era con-
nesso doveano essere rassicurate dall' umbone ed i mar-
gini rafforzati con strisce metalliche, di queste e di
quello almeno si sarebbero dovuto rinvenir tracce.

Tale mancanza di scudi, della quale non so ren-
dere ragione, fu notata in tutti i sepolcreti gallici, ec-
cettuato quello di Ornavasso, in cui si rinvenne un og-
getto di ferro formato di una palla centrale con due
alette, il quale fu interpretato, ed a mio avviso giu-
stamente, come umbone di scudo ('). Altro umbone di
scudo, però di forma diversa, fu pubblicato dal Monte-
lius fra la suppellettile gallica di Lombardia (2), quan-
tunque sia stato rinvenuto fra mine, supposte romane,
della collina di Cimario, al nord di Clusone, nella pro-
vincia di Bergamo.

Spade. — In tutti i sepolcreti gallici numerosis-
sime sono le armi offensive, specie le spade e le lancie.
Da Montefortino si ebbero diciotto spade di ferro, e
siccome i sepolcri d'uomini erano circa una ventina,
così si può dire che uno o due eccettuati, tutti gli
altri contenevano quest' arma.

Se non vi fossero altri argomenti, basterebbe il
fatto che tutti i sepolcri d'uomini erano di guerrieri
per attribuire questo sepolcreto ai Galli, cioè alla po-
polazione più belligera che in quel tempo fosse in
Italia.

Quattro spade si ebbero pure da Serra S. Quirico,
tre delle quali sono presso il cav. Gaspari ed una nel
Museo di Ancona ; numerose erano a Piobbico, conser-
vate ora nel Museo di Bologna, ed in grande numero
altresì nei sepolcri felsinei ed in quelli di Marzabotto
e di S. Giuliano modenese. Ad Ornavasso se ne raccol-
sero trentuna, di cui venticinque nel sepolcreto più an-
tico di S. Bernardo e sei soltanto in quello più re-
cente di Persona.

Sul tipo di essa spada non occorre che mi diffonda,
essendo troppo noto che consiste di una lunga lama
dritta a doppio tagliente con costa rilevata nel mezzo,
lavorata tutta di un pezzo con il codolo e con fodero
pure di ferro.

Nella tav. VI ai numeri 5, 7, 8, 12, 13, 20 e nelle
tav. IX, n. 12, e XI, n. 2 sono riprodotte le spade
meglio conservate rinvenute a Montefortino. Nella mag-

(') Bianchetti, / sepolcreti di Ornavasso, tav. VII.

(2) Montelius, La civilisation primitive en Italie, pi. 64, n. 3.

3 GALLICO "r>6

gior parte di esse la lama è dritta, in tre sole (tav. VI,
n. 5, 12, 13) è piegata ed ha una maggior lunghezza;
perchè mentre le prime misurano in media, con l'im-
pugnatura m. 0,70, le seconde raggiungono una lun-
ghezza media di ottanta centim. Porse esse si piega-
rono specialmente per la poca solidità del metallo,
giacché spade ed anche lance, in egual modo ritorte,
si rinvennero in sepolcri, non soltanto gallici, ma anche
di altre genti (')•

Parrebbe tutto a prima che in queste spade pie-
gate si dovessero riconoscere quelle proprie dei Galli,
che Polibio e dopo di lui altri autori (2) riferiscono
ch'erano così fatte che al primo colpo si piegavano e
s' incurvavano per il lungo e per il largo, nè più si
potevano raddrizzare che mediante il piede e puntan-
dole a terra. Senonchè dalla descrizione che lo stesso
Polibio dà in altri luoghi di tale spada gallica, ri-
sulta eh' essa era atta non a ferire, bensì a tagliare, e
per conseguenza doveva essere leggermente curva e
con la costa non nel mezzo, ma da un lato, la quale
particolarità nè nelle nostre spade nè nelle altre
ricurve si osserva. Lo stesso Polibio aggiunge (3) che le
spade dei Galli erano senza punta affatto : dia tò ;ny-
dafioog xévxr[\iu xò %i'(pog £%siv., la qual cosa non si
verifica nelle spade che stiamo esaminando, le quali
sono, al contrario, tutte assai puntute.

Queste tre spade ricurve e tutte le altre consimili
rinvenute nei sepolcri gallici, tranne la lunghezza, la

(') Spada piegata rinvenuta in sepolcro etrusco di Perugia
{Notizie degli scavi, 1886, p. 221); spada e due lance ritorte
provenienti dal sepolcreto gallico di Serra S. Quirico, esistenti
nel Museo di Ancona; spade in ferro di Lozzo, di cui una pie-
gata in quattro, un' altra in tre ed una terza incurvata (Ghirar-
dini, Notizie degli scavi, 1883, p. 58); spa.da di ferro a due
tagli, ritorta intenzionalmente nel suo fodero pure di ferro, lunga
m. 0,90 da Casargo in Valsassina prov. di Como (Garovaglio,
Riv. archeol. della prov. di Como, fase. 24; Montelius, La ci-
vilisation primitive, ecc. pi. 64, n. 12; Bertrand et Reinach,
Les Celtes, p. 168, fig. 96). Altre spade di ferro contorte si tro-
varono a Velleia {Notizie degli scavi, 1877, p. 172); a Savi-
gnone (Ghirardini, Di un arcaico sepolcreto ligure nel terri-
torio di Genova. Rend. delVAcc. dei Lincei, voi. Ili, p. 205-
318; cfr. Bull, di paletn. ital. anno XXI, p. 100); a Cenisola
{Notizie degli scavi, 1879, tav. IX, fig. 15) ed a S. Lucia (Mar-
chesetti, Scavi della necropoli di S. Lucia, tav. XXVIII, n. 6,
p. 295).

(2) Polyb. lib. II cp. 30. 8 ; cp. 33, 3; lib. Ili cp. 114, 3;
Liv. lib. XX cp. 42 e 49 ; Plutarc. in Camil. cp. 40 e 41 ;
Diod. Sic. lib. V cp. 30, 4.

(3) Polyb. lib. II, cp. 33, 9.
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