Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 13.1903

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NELLA REALE TENUTA DI CASTELPORZIANO

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e con la destra protesa sopra un'altare sul quale
versa il contenuto di una tazza (fìg. 7).

Vi sono anche lastre fìttili dipinte alla maniera
etnisca, a linee e greche di colore rosso e morellone,
appartenenti alla decorazione di un tempio : e fregi,
pure di terracotta, uno dei quali merita speciale ricordo,
benché mutilo per circa quattro quinti (fìg. 8). Rap-
presenta la costruzione di un edifìcio a grossi blocchi
di pietra o di marmo, uno dei quali è sollevato e
messo a posto con 1' aiuto di una tenaglia, le cui due
branche si adattano a buchi preparati nei due fianchi
del macigno. La tenaglia è assicurata ad una traglia
per mezzo di una fune che le avvolge il collo in modo
che il semplice fatto del sollevamento faccia premere
le branche contro il masso e loro impedisca di uscire
dagli alveoli. Il masso non è liscio o rettangolo, ma
lavorato a modo di prua di naviglio. Sulla sinistra
della scena, al di là di una delle aste della capra,
un manovale cinto le sole reni di una fascia, aiuta
e dirige il sollevamento del blocco con una leva.

Fig. 9.

La descrizione della città romana, de' suoi templi,
delle sue terme, de' suoi monumenti scritti e scolpiti
richiederebbe maggiore spazio che non consenta lo scopo
di questo lavoro. Ricorderò soltanto alcune scoperte
avvenute negli anni scorsi in occasione di lavori cam-
pestri nel sito detto la Vignaccia, corrispondente a
quello del Foro, scoperte delle quali il Tommasetti
ha già fatto cenno nel Bull, con., tomo XXIII,
a. 1895, p. 143. Il Foro era forse circondato da por-
tici a colonne di tipo dorico arcaicizzante (fig. 9),
molti capitelli delle quali sono custoditi dall' ing.
Kambo nel piazzale della Vigna nuova. Può anche
darsi che questi avanzi architettonici appartengano
ad un tempio (o alla curia?) piuttosto che ad un por-
tico. L'edifìcio, qualunque egli fosse, era costruito con

massi di tufo, marcati coi segni :

Fig. 10.

Dinnanzi al tempio dovea essere collocato un al-
tare anche esso di tipo arcaico, non dissimile da
quello bovillense dei Gentiles Iulei, ora in villa Co-

FlG. il.

louna, da quello di Vermino, ora nell'Antiquarium
Comunale al Celio, ecc. (fig. 11).

Tutt'attorno il Foro stavano collocate sui loro pie-
distalli statue di personaggi illustri, benemeriti dei
Laurentes Lavinates, o famosi nella tradizione locale.
Il GII. tomo XIV, pp. 188-191, ricorda quelli di
« Lavinia Latini tìlia » di « Silvius Aeneas Aeneae et
Laviuiae fìlius » di Nerva, Antonino Pio, Giulia
Domna, Caracalla, Constanzio, Galerio, e Massimiano ;
esso ricorda pure tra i curatores Laurentium Lavina-
tium Valerio Frumenzio (n. 2080), un... Lupus (2078),
L. Alpinio Clemente (2071) e Giunio Priscilliano
Massimo, che fiorì ai tempi di Diocleziano (2094-
2076), il cursus honorum del quale è stato sagace-
mente restituito dal Tommasetti, 1. c. p. 145. A
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