Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 14.1904 (1905)

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NELLA NECROPOLI DI PHAESTOS

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sono occupati a beccare nell'uno di questi. I fiori sono
contornati da due archetti concentrici di linguette
staccate e messe a mo' di raggiera, esprimenti i petali
e gli stami in una maniera convenzionale e comune
allo pitture del periodo miceneo più tardo ('). A destra
e sinistra due altri cespugli con fiori simili inclinati.
In alto due gruppi di linee ondulate ; in basso tre or-
nati curvilinei a guisa di archetti (indicanti forse rialzi
del terreno).

//) Uccello simile che vola per beccare un fiore uguale
ai descritti. Sopra e sotto, gli stessi motivi lineari,
e fra questi due neri triangoletti curvilinei, che forse
indicano i calici di due altri fiori non ancora aperti.
Negli uccelli dipinti su questo vaso la superficie del
corpo, a differenza del precedente, è divisa in campi
curvilinei longitudinali, variamente riempiti da li-
neole; e l'ala aporta di uno di essi ha uno schema
rettangolare.

C) File orizzontali e parallele di linee spezzate.

I due vasi ora descritti sono tra i più impor-
tanti, che finora conosciamo dell'ormai abbondante
classe di opere ceramiche dell'epoca micenea. Vero
è che a prima vista essi sembrano accostarsi per la
loro decorazione più al successivo stile geometrico
che all'epoca predetta: i motivi geometrici che sono
profusi sopra la loro superficie, la cura minuziosa
onde anche le piccole lacune sono riempite con orna-
menti, e le discrepanze dalla natura in certi partico-
lari delle figure degli animali concorrono in favore di
tale impressione. Ma chi bene osservi non stenterà a
ritrovarvi ancora le qualità caratteristiche dello stile
miceneo. Proprie infatti di questo e non dell'altro sono
lo forme delle piante e le molteplici ondulazioni lineari
esprimenti l'acqua marina (2). E se nelle figure degli
uccelli e dei pesci, dei primi specialmente, noi vediamo
diffusi degli elementi puramente decorativi che nulla
hanno di comune coll'aspetto naturale di tali ani-
mali, cionostante i loro contorni tondi e dolci e la
ben sentita struttura dei corpi ci manifestano un
senso della realtà, che è ben lungi dagli schemi duri
e affatto convenzionali dello stile geometrico. Nè poi

molto diversamente da questi sono disegnati i pesci
e gli uccelli in generale nella ceramografia micenea (').
E per riguardo a Creta noi possiamo indicare degli
esempi molto affini a questi in alcune urne o direi
meglio arche funerarie, tanto tra quelle già edite da
un pezzo dall'Halblierr e dall'Orsi (2), quanto in una
nuovissima trovata a Palaekastro di Sitia, edita ora
dal Bosanquet (3) e qui riprodotta alle figg. 48 e 48 a.
Si aggiunga anche l'importante frammento di un vaso
di stile miceneo decadente, trovato dall'Evans a Knos-
sos (4) e ripetuto alla nostra fig. 49, il quale, al pari
dello arche, ha coi nostri vasi affinità non solo formali
ma anche di concetto, come fra poco vedremo.

La presenza di elementi geometrici in prodotti di
quell'epoca non dovrà maravigliare chi ammetta, come
me, che lo stile che diciamo geometrico non nasce solo
dopo il miceneo, ma che esso è uno stile primordiale,
il quale coesiste col secondo, eccetto che di fronte
a questo rimane, ma non del tutto, nell'ombra, per
poi riprendere con rigoglio nuovo il suo dominio nel-
l'arte (5). Così si spiega come elementi di questo stile,
già apparsi sopra prodotti della ceramica più antica,
si presentino qua e là, sia pure con ufficio secondario,
in mezzo alla decorazione più vivace e naturalistica
della ceramica micenea; e come anche le libere forme
di questa vengano a poco a poco stileggiatc e costrette
in schemi geometrici. Codesto connubio degli elementi
dell'uno e dell'altro stile si manifesta ancora meglio
in Creta dove il geometrico ebbe radici molto vecchie
e profonde ma dove anche il naturalistico ebbe una
lunga e particolare fioritura, di guisa che quando il
primo anche lì di nuovo prevale veggonsi ancora so-
pravvivere nell'aridità delle sue forme alcuni di quei
fiori, come prima tra le forme liberamente imitate dalla
natura comparivano i rigidi segni dello stile geome-
trico.

Esempi caratteristici della sopravvivenza di ele-
menti dello stile miceneo nel successivo geometrico
sono i vasi cretesi pubblicati e discussi quasi con-

(') Cfr. Mackenzie, The pottery of Knossos, in Journ. Hell.
Stud., XXIII, 1903, p. 194 segg., fig. 13.

(2) Si può paragonare con queste la maniera convenzionale
degli Egiziani di significare l'acqua con linee a zig-zag.
Monumenti Antichi — Vol. XIV.

(') Cfr. p. es. Perrot-Chipicz, op. cit, VI, fig. 4C7, 489, 494.

(2) Monumenti antichi, I. tav. I; Perrot-Chipicz, il), fig. 490.

(3) Annual sopra citato, Vili, p. 293 segg., tav. XVIII seg.

(4) Annual ecc., IX, p. 114 seg. fig. 71.

(6) Idee analoghe vedo ora espresse p. es. anche da Dragen-
dorff, l'hera, II, p. 171 seg. Secondo lui la tendenza alla geo-
nietrizzazione sarebhe andata dal continente sulle isole.

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