Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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anathemata di una citta sictjla-grèca ecc.

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sul petto e sulle gambe, con abbondanti piegbo ca-
denti sul lato d., mentre il seno sinistro rimane sco-
perto ; disteso sulla coscia sin. era l'avambraccio corr.,
come risulta dall'attacco in essa superstite; il d. ap-
poggiato al centro del petto sorreggeva un oggetto
simbolico (frutto? melograno? piuttosto che colomba)
formato a parte a poi applicato.

La testa cinta di Gtzyàvr] a globuli, con orec-
chino al lobo destro (svmnov), e calotta ('), ha la chioma
divisa in numorose treccie, scendenti sul dorso e sulle
spalle, partite in tanti minuti articoli, simili a quelli
del Taenia Solium. Al collo pendeva un sottile cor-

(*) Proprio una calotta, separata e distinta dalla axsyàvr},
tirata a superficie liscia, di sotto alla quale esce la capiglia-

Fig. 4.

tura accuratamente pettinata e desinente in lunghe treccie.
Non vale qui l'osservazione del Lechat (Au Musée de VAcrop.
cTAthènes, p. 200),"che la parte'alta della testa dietro il dia-
dema venisse trascurata, non indicando in verun modo la
chioma. Qui trattasi di una piccola copertura, specie di cuffietta
o di zucchetto, sfuggita al Lechat nel suo studio così pene-
trante edjaccurato; impossibile, almeno nel caso nostro, con-
fonderla colla" calotta convenzionale, indicante il cuoio capel-
luto liscio delle statue'arcaiche. Escludo del paro essa fosse
la base od il sostegno di una mitra, kalathos, polos od altro,
di cui non vi è traccia. Il dettaglio che presento a fig. 4 to-
glierà ogni dubbio sull'indole di questo piccolo particolare del
costume, sfuggito agli archeologi, malgrado esso sia evidente
in alcune^teste"arcaiche, come p. es. nella grande terracotta
forse camarinese^Kekule, Terracotten von Sicilien, tav.L Tengo
a questa interpretazione, malgrado io sappia fin d'ora, che i
miei collegllala troveranno quasi tutti inaccettabile.

done certamente metallico; i piedi poggiavano sopra
un suppedaneo e calzavan sandali ad alta suola. 1/ in-
tera figura sedeva solennemente rigida sopra un trono
a piedi leonini con alto dorsale, ed i glutei posavano
sopra un cuscino munito agli angoli di fiocchetti.

Nei rispetti della tecnica vuoisi notare ohe la
statua non venne foggiata tutta di un pezzo, nò ca-
vata da uno stampo ; cava nell' interno, con pareti
dello spessore di cm. 3-5, con fori di sfogo antichi,
risulta plasmata di un impasto cretoso a minuto tri-
tume vulcanico. Sull'epidermide grezza venne poi pas-
sata una sottile camicia di creta depuratissima dal
colore gialletto quasi eburneo, simile certamente alla
ycevaffig delle statue dell'Acropoli.

Esaminando i vari pezzi prima del restauro, chiaro
risultò clic l'immagine constava di un abbozzo fon-
damentale, lavorato a mano libera, e composto di
varie parti saldate l'ima all'altra prima della cottura;
poscia venne data la spalmatura di un secondo letto
sottile di creta, rifinito nei particolari con paziente e
minuto lavoro di stecca; infine su tutto passò la in-
camiciatura e poi il colore. L'uso di uno stampo mi
sembra assolutamente da escludere, e tutto al più
esso si limitò alla maschera. Ed in questo lavoro a
modellatura libera si afferma appunto la grande pe-
rizia del maestro, che è in grado di misurare solo
chi abbia pezzo a pezzo ed in ogni particolare esami-
nata la statua. Nella cottura di una creta plastica di
dimensioni così rilevanti si avverarono alcune piccole
lesioni sotto forma di screpolature, riconoscibili spe-
cialmente nei piedi del trono e del dorsale.

La mancanza quasi totale del volto f1) ci toglie la
parte più nobile della immagine, la quale seduta nella
sua ieratica e solenne gravità, ravvivata da largo im-
piego di colori si ergeva nel santuario, non sappiamo
bene se come sìxcóv latQtiag o più probabilmente
come nobile àvàdrjfia, oggetto in ogni modo di am-
mirazione e di reverenza.

Per quanto l'anatomia della figura sia mascherala
dal pesante e fitto panneggio, colpisce subito una spro-
porzione fra l'altezza totale e la larghezza del petto,
sproporzione che vieppiù si accentuerebbe, se noi vo-

(') Il bravo assistente E. Carta eseguì da molti frammenti
la resurrezione di questa preziosa statua; ed il volto fu da lui
modellato in gesso sulla guida di grandi teste sincrone, che
resero quasi impeccabile la sua maestrevole ricomposizione.
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