Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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NUOVI STUDII E SCOPERTE IN GORTYNA

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menti della « sala della regina » e della » sala delle
bipenni » del grande Palazzo ed infine anche in quelli
del salone centrale con trono nella Villa Reale (').

È chiaro poi che anche la grande aula, pro-
babilmente la principale, che occupava tutta l'area
soprastante al corridoio 26 ed ai magazzini 27-30
e 33-36 di Phaestos, e che le sale o stanze, che
erano sopra i magazzini occidentali di Cnossos, ave-
vano una forma somigliante (2). Il che prova essere
questa una forma ordinaria e tipica specialmente
per le parti più nobili degli edificii cretesi. Per
conseguenza non ci deve fare specie il ripetersi di essa,
vale a dire il medesimo modo di dividere lo spazio,
negli ambienti che fan seguito a quella che direi la
Scala regia di Phaestos.

Del resto lo stesso Mackenzie ammette che il
principio enunciato dal Noack non resti del tutto
infirmato dalle sue osservazioni, e questo basta pel
nostro assunto. Tuttavia io non posso astenermi dall'ag-
giungere qui qualche osservazione intorno all'uso degli
ambienti predetti. Il Mackenzie invero ha ben provato
che lo spazio 69' del riparto 68-69-69' di Phaestos aveva
un lucernario aperto ed era perciò destinato a dare luce
agli ambienti circostanti; ma da ciò non consegue neces-
sariamente, che tutto quel complesso di ambienti
abbia servito soltanto come luogo d'accesso, escluso
ogni altro ufficio. Io stento a credere che un com-
plesso architettonico tanto magnifico e grandioso, che
comprende la più ampia delle aree fabbricate che si con-
servino nel palazzo (3), sia rimasta una cosa quasi oziosa,
destinata a semplice uso di passaggio. È vero che, am-

(') V. le piante del palazzo di Cnossos in Annual citato,
Vili, 1901-2, tav. I; del « megaron della regina» e parti an-
nesse, ibid. e figg. 29-30; del pianterreno della villa, op. cit.,
IX, 1902-3, tav. I, e p. 130 segg. Nella sala del trono a Cnos-
sos l'ingresso è eccezionalmente in uno dei lati minori, ma
tuttavia il trono è nella parete più lunga, che perciò anche qui
è la principale. Cfr. Noack, p. 12.

(a) Cfr. Noack, op. cit., p. 13 seg. e fig. 7 per l'aula di Phae-
stos ed altra analoga di Cnossos. L'esistenza di un piano superiore
a Phaestos era stata dimostrata da Pemier, Jl/onum. aut., XII,
p. 55 segg. Sembra più che probabile, come mi avverte il Ma-
ckenzie, che a Cnossos sopra i magazzini adiacenti alla corte
occidentale fosse una fila di quattro o cinque stanze simili, corri-
spondenti ai diversi rettangoli limitati secondo le diverse spor-
genze dell'uno dui loro lati sulla corte stessa. A Phaestos poi
anche gli ambienti 23, 24 e 49 presentano le medesime pro-
prietà.

(") Quasi altrettanto ampia doveva essere l'aula supposta
sopra i magazzini.

messo il lucernario aperto ('), lo spazio 69-69' non ci
apparisce più un megaron, quale era stato general-
mente considerato finora, e che lo spazio coperto, es-
sendo limitato tra le due porte e le tre colonne, è
ora diminuito più che della metà ed è poco profondo; ma
si badi che anche così, questo rimane tuttavia non piccolo
e, in superficie, sempre più vasto della sala del trono a
Cnossos, e poi che la mancanza di copertura per sè
stessa non impediva affatto che anche il riquadro re-
trostante potesse essere sempre adibito come luogo
di convegno fuorché nei giorni di pioggia. Cioè, in con-
clusione, tutto quello spazio poteva bene fare l'ufficio di
un megaron, sebbene tale veramente non fosse. Era forse
cosa strana che in un clima meridionale, dove gran parte
della vita si passava e si passa tuttora all'aperto, gli uo-
mini si raccogliessero attorno al loro sovrano in un am-
biente sì fatto? Per quelle contrade, dove fu uso comune
che la gente si adunasse e indugiasse lungamente nel-
l'area scoperta di un mercato, o nel pronao mal protetto
di un tempio, o nella cavea solatìa di un teatro o di uno
stadio, nessuna difficoltà che si potesse fare altrettanto
in quella parte ancor meglio riparata del palazzo
di Phaestos. Così si otteneva in pari tempo lo
scopo, che i convenuti, pur essendo ammessi nel pa-
lazzo, non potessero penetrare nelT interno e pertanto
ottenessero udienza alle Porte del re, snì rmg fìaaiXbwg
■9-vQcag, come dicevasi con frase orientale cotanto signi-
ficativa (-). Invero quel sistema di ambienti in sè com-
piuto e chiuso sembra fatto apposta per raggiungere quel
caratteristico isolamento, tutto proprio dell' Oriente,
e ciò in piena concordanza con quanto si osserva a Mi-
cene e a Tirinto. Non altrimenti l'Evans s'immagi-
nava il re di Cnossos seduto prò tribunali nel por-
tico del propileo occidentale del suo palazzo al co-
spetto degli anziani del popolo seduti sulla banchina
esistente lungo il muro della corte esterna (3).

Ma, comunque sia di ciò, noi possiamo pure pre-
scindere da codesta parte del palazzo di Phaestos,
sebbene anche qui la costruzione sia stata manifesta-
mente regolata dal principio sopra enunciato dell'ar-
chitettura cretese preistorica; poiché le analogie più

(') Il dott. Pernier mi comunica di avere ritrovato, sca-
vando ultimamente nel rettangolo 69', il canale di scarico per
l'acqua piovana ; il che assicura la verità della tesi del Mackenzie.

(2) Cfr. p. es. Xenoph., Anab., I, 9. 3 e specialmente II,
5, 31.

(3) Cfr. Annual cit., VII, 1900-1, p. 6.
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