Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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NUOVI STUDII E SCOPERTE IN GORTYNA

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quel primitivo tempio di bronzo che, al dire di Pau-
sarla ('), precedette il tempio di pietra in onore di
Apollo a Delfo, che io penso essere quello stesso di
cui è menzione nell' Iliade e non essere del tutto
fantastico ; e così anche il mitico &àla^iog %uXxovg
fabbricato da Acrisio per la propria figlia e ricordato
per confronto dallo stesso Pausania (2). Vale a dire
che anche in questi casi debbonsi intendere edificii
di pietra o di mattoni crudi con fodere metalliche
interne e corrispondenti anche per le loro forme ad
alcuno dei tipi dell'architettura minoia o micenea; il
che vale in ogni modo per quell'antichissimo tempio
di Apollo, del quale avrò più oltre occasione di ri-
parlare.

La profusione e lo splendore del rame, dell'argento,
dell'oro, dell'elettro nelle pareti e nelle membra-
ture architettoniche delle case di Menelao, di Alcinoo,
di Hephaestos e di Poseidon (3) è una bella fantasia
omerica che (ormai possiamo affermarlo con sicurezza)
spicca il suo volo dal mondo della realtà. Documenti
reali sono, pei tempi preistorici le tombe a cupola su
ricordate, per gli storici appunto questo nostro Pythion,
che vediamo adunque collegato anche per questo parti-
colare caratteristico con l'archittettura di quello roggie,
di cui la magnificenza seppero i cantori dell'Iliade e
dell'Odissea e i mirabili avanzi toccò all'età nostra
di rintracciare.

E dalla stessa architettura diremo derivato non
solo il concetto dello zoccolo alto e robusto appiè
dei muri della cella nei templi ellenici (4), ma altresì
la stessa tecnica di esso ad orthostati ossia a pietre
diritte, di cui appunto il tempio cretese ci offre uno
dei primi saggi dell'epoca storica, ma alla loro volta i
palazzi di Phaestos e di Cnossos e poi anche il grande

(') Vedi appresso p. 229. Cfr. Iliad. I, 404; Ilymn. in
Apoll. Pyth. 116 segg. dove s'induce Apollo stesso che traccia
il tempio, sul cui XétCvo; ovJóg Trofonio e Agamede costrui-
scono i muri. Io credo che questo possa identificarsi col vaòg
/«Azoti? di Pausania, che erroneamente ne avrebbe fatti due:
Strabone, IX, p. 421, non conosce altri templi primitivi fuorché
il tempio favoloso fatto di penne e questo di Trofonio e Aga-
mede, celebrato nell'inno omerico. Lo stesso si può inferire
da Stobeo, Fiorii, XXI, 26.

(-) X, 5, U, e II, 23, 7. Cfr. Hesiod. Op., 150; Sophocl.
Antig. 914.

(3) Od. IV, 71-3; VII, 86-90; IL XVIII, 370; XXIII, 21.

(4) Come fu indicato dal Dorpfeld, Ber anlike Ziegelban
und sein Ein/luss auf dem dorischen Stil, p. 143. Cfr. Perrot-
Chipiez, op. cit., VI, p. 729 e VII, p. 334 seg.

muro circolare del sepolcreto di Micene ci presentano
begli esempi precursori ('). Che anzi in questi stessi edi-
ficii si è trovato già pronto il prototipo .della classica
costruzione isodoma dei muri in tutta pietra a blocchi
bene squadrati e ben connessi, anziché in mattoni
crudi com'è negli edificii di Troia e della Grecia Con-
tinentale; onde accade che, mentre nello Heraeon di
Olimpia si mantenne il metodo meno perfetto di questi,
nel Pythion invece abbiamo i muri interamente di
pietra, che per la loro struttura con blocchi alternati
per testa e per lungo sono uno degli esempi più an-
tichi di codesto tipo nel campo dell'architettura greca,
e perciò uno dei più atti ad illustrare il suo trapasso
dall'architettura preistorica alla ellenica dei tempi
storici. Io non dubito infatti che anche codesto tipo
tragga la sua origine da questa medesima, e che i
lunghi parallepipedi di pietra, colleganti trasversal-
mente le file di pietre messe nel senso della lunghezza,
siano i succedanei delle traverse di legno che talvolta
collegavano due file parallele di pietre costituenti
lo spessore dei muri nei palazzi cretesi. Per convincer-
sene basta confrontare la struttura di un muro di Assos
con quella di uno dei muri sopra citati di Cnossos

È notevole che in questo stesso di Cnossos si trova
anche tm gradino che può essere considerato come zoc-
colo e come sedile insieme, e quindi anche forse come
un prototipo dei due gradini ricingenti gli orthostati del
Pythion, dove certamente non potettero avere nè in
origine nè più tardi la funzione di gradini veri e
propri. Essi rappresentano soltanto un'espansione gra-
duale della crepis, che per quel duplice aggetto di-
veniva più robusta ed assicurava una maggiore sta-
bilità al muro sovrapposto; e quando più tardi, nel-
l'ampliamento ellenistico, si dette a quelli della fac-
ciata l'apparenza di gradini per salire si snaturò il loro

(') V. Moti, aut., XII, tav. III-IV, muro perimetrale occi-
dentale del palazzo di Phaestos ; cfr. op. cit., XIV, p. 424 e 426, a.
Esempi in Haghia Triada presso Phaestos, Halbherr, Memorie
dell'Istituto Lombardo di scienze e lettere, XXI, fase. V, 1905,
p. 241 (n. 39); a Cnossos, v. Evans, Annual cit. VI, p. 9, fig. 1,
e VII, p. 3, fig. 1. Per Micene vedi Perrot-Chipiez, op. cit. VI,
p. 319 e segg,, fig. 101.

(a) Pel muro di Assos cfr. Perrot-Chipiez, op. cit., p. 335,
fig. 157; per quello di Cnossos, Evans,' Annual cit. VII, p. 3,
fig. 1. In ambedue l'intercapedine era riempita di materiale mi-
nuto. Esempi di muri a doppio rivestimento e con riempitura
si hanno anche in Egitto: cfr. Perrot-Chipiez, op. cit. I, p. 109.
fig. 70.
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