Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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NUOVI STUDII E SCOPERTE IN GORTYNA

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assolutamente insignificante, non io riproduco. Le let-
tere, abbastanza regolari, sono alto in media cm. 2.

o e N A ,
'e e c M o l c
(A c À r o p e

M IN © y O C ÀYTOC
À C C À tv^^Njp/ C I /P H A
x \ € N £ Y C VAJ±/~-A-W-A—

N\I e p a)

Il frammento è troppo esiguo, perchè possa sperarsi
di trarne un senso. Si riesce a leggere :

........t

......xhtvai

.... &s<f[iotg (?)

. . ag àyoqsv\jf\wv

. a àfiiv (?). Qsòg avrò?

raffcràiisvog tsQrja (sic)

xsv fóo^f/TJny . . .

. . isqcc........

L'iscrizione sembra cristiana; interessante sarebbe
Y&fiiv di lin. 5 se, come credo, sta per a/xrjv. Un fram-
mento simile per caratteri e forse anche pel contenuto,
è quello pure gortinio pubblicato dal Eicci in Mon.
Lincei, II, p. 294, non oso però affermare, che abbia
appartenuto coi nostri ad una stessa iscrizione..

Il -9-sòg avròg . .. TaGffà^ievog isqtjcì di lin. 5-6
risponde a un concetto molte volte espresso nei libri
scritturali (cfr. ad es. 2 Par. XI, 15; XXXV, 2;
1 Mac. VII, 9, X, 20, XI, 57; Ep. ad Hebr. V, 1
VII, 28 VIII, 3) il verbo usato nella traduzione dei
settanta è però xatJìGtrju e non téaGw come qui;
nei libri del Nuovo Testamento si trova anche raccco
e xiiqoróvsw.

Kamilari.

11. Presso la casa di Zayaqiag SnvQidàxrjg. Parte
di un cippo ora vuotato e ridotto ad uso di vaschetta.
Vi restano le lettere alte da 4 a 5 cm.

12. Nel campo dello stesso Za-^a^iag ZnvQióaxrjg,
tra Kamilari e Matala, presso una chiesetta della Pa-
naghia. Parallelepipedo di nsXsxónstQa regolarmente
squadrato, e proveniente senza dubbio da una costru-
zione. Misura m. 0.46 X 0,425 X 0,20.

A A N JTuU N
I N B E N T w//.

APTEM E I
E Y X H N

H N-

■hhaia

MAPXOY r

\^A~\ovxtog.

OYKIOC

A^svxiog) "AvTmviog 'It'fiévrog 'Jqtsilisi svyrjv
. . . svx]rjv

... a ... Xia.......^uxqxov y . . .

L'iscrizione posta in alto sull'angolo sinistro (let-
tere alte cm. 3) è incisa assai debolmente e a carat-
teri piuttosto irregolari, quasi con uno strumento ina-
datto e trattato da mani inesperte.

Della seconda a caratteri alquanto più piccoli (alt.
cm. 2,5) non resta che la finale rjv che si può con
sufficiente certezza supplire tì'xYjv. Nell'ultima iscri-
zione le lettere, alte cm. 6, sono assai corrose.

Non credo dubbio, che l'iscrizione sia in situ, e
che segni perciò il luogo, dove almeno in età romana
sorgeva un santuario di Artemide. I resti di un edi-
ficio antico si vedono infatti tuttora alla superfìcie del
suolo. La chiesetta della Panaghia che, secondo un'iscri-
zione appostavi, è stata restaurata nel 1870, poggia
su parte di un nucleo di fondazione antica. Grandi
blocchi simili a questo iscritto si trovano incastrati
nel muro della chiesetta; altri due blocchi non iscritti
sono nel campo a piccola distanza; di più mi dissero,
che, quando nel 1870 si fecero i restauri alla chiesa,
fu rinvenuta una testa marmorea rappresentante una
giovane donna con ciuffo di capelli raccolto sull'alto
dell'occipite, probabilmente perciò una testa di Arte-
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