Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 18.1907

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CENNI SULLA TOPOGRAFIA DI IMERA

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L'altipiano ha dovuto subire non poche altera-
zioni dall'epoca greca a questa parte, perchè costituito
di terreni soggetti a sfaldamenti e corrosioni. In esso
esiste un solo nodo roccioso alla Rocca del Drago;
il resto è costituito nella più gran parte di argille
scagliose variegate, e nel lembo anteriore, da sabbie,
ghiaie ed argille quaternarie, che poggiano sulle marne
a foraminifere, le quali affiorano in diversi punti del
pendìo. La pianura di Bonfornello è costituita da
sabbia e ghiaia di formazione recente (1).

In sostanza, in tutta la pianura di Bonfornello
manca il materiale da costruzione, e nel soprastante
altipiano non si hanno che argille scagliose, sabbie e
ghiaie, eccettuato il poggio chiamato Rocca del Drago,
che dà un materiale calcare molto resistente e di dif-
ficile lavorazione (2).

Oltre a questo, la contrada ha difetto di acqua po-
tabile. Nell'altipiano non esistono pozzi ; solo nello
sbocco della piccola valle più sopra accennata, si
trova una misera sorgiva che viene raccolta in un cavo,
chiamato pozzo di S. Nicola.

Quando io visitai la località, raccolsi i seguenti
elementi:

Nella pianura il suolo archeologico è coperto da
un paio di metri di humus, dentro il quale, negli scavi
per l'agricoltura, si sono trovati avanzi di costruzioni.
In due punti, che ho approssimativamente indicato
nelle tav. I e II, seppi dal proprietario che furono rin-
venute vestigia di grandi mura. Presso un mulino ab-
bandonato, esistente alla sponda sinistra del fiume,
rilevai alcuni massi sporgenti dal suolo, che forse co-
stituiscono gli avauzi di un antico muro. Del tempio
potei fare un rilievo di cui parlerò in sèguito. Presso
l'altro casamento, che sta a monte della rotabile, seppi
essere stato scoverto un piccolo cimitero, con vasi ru-

(') Le argille scagliose variegate appartengono al periodo
eocenico e costituiscono una formazione estesissima che verso
mare abbraccia Termini e Campofelice, e verso l'interno si
spinge sino a Gollesano, Scillato, Caltavuturo, Sclafani, Cerala,
Sciara, venendo a contatto colla mole montagnosa costituita da
calcari cretacei giurassici e dolomitici.

(2) I due poggi della Eocca del Drago e del borgo Signora,
affiorano come due isolotti in mezzo al mare delle argille eoce-
niche. Detti poggi, secondo la Carta geologica della Sicilia ri-
levata a cura del E. Ufficio Geologico, Eoma 1886, fig. 159,
sono costituiti di arenarie cloritiche a grana fina. Ma io vi ho
rinvenuto un gran banco di calcare cretaceo su cui gli antichi
aprirono una cava.

stici incolori, da ascriversi ai bassi tempi. In un ri-
piano del declivio nord dello altipiano, presso il casa-
mento del sig. Giuseppe d'Asaro, osservai notevoli
avanzi di una casa romana ('). Sull'altipiano rilevai
alcuni avanzi di costruzioni murarie ; ma solo pochi in-
dizi di mura di cinta. Verso il lembo nord del così detto
piano di Imera rilevai, in tre punti diversi, tracce delle
antiche mura, come risulta dalla pianta topografica.
Poco lungi, alcuni grandi massi, sparsi in un terreno
alquanto rilevato, indicano il sito di qualche costru-
zione importante. Nella risvolta presso il ciglione di
oriente, al disopra dell'attuale strada rotabile che con-
duce al borgo Signora, notai alcuni massi allineati. Il
terreno è cosparso di una infinita quantità di terra-
cotte, caratteristiche di un snolo archeologico dell'epoca
greca (2). Nel declivio ad occidente dell'altipiano, in
una vigna appartenente alla famiglia La Scola da
Termini, trovai tracce evidenti della necropoli imerese
e potei rilevare alcuni sarcofagi. Presso il così detto
pozzo di S. Nicola rinvenni un'opera muraria, di età
incerta, con una canaletta, dimostrante che la sor-
giva, un tempo più attiva, venne incanalata per un
breve tratto.

Che Imera sia stata situata ad sinistrarti ripam
Himerae fluvii... fluvius magnus hodie appellalus (3),

(') Di recente ho visitato questi avanzi e posso darne una
notizia sommaria. Si scorge una sostruzione costituita di due
vani accoppiati e tramezzati da muro, con vòlta cilindrica, mu-
ratura alla rinfusa, con paramenti di piccoli conci e mattoni
più antichi ricollocati in opera. Gli ambienti così sono quattro,
colle dimensioni di m. 5,00 X 4,00 e coll'altezza di m. 3,00
in chiave. A tergo, poco più giù dell'estradosso, si vedono gli
avanzi di un pavimento a mosaico con tasselli bianchi ed
azzurri. Presso la Casa d'Asaro si rilevano altri avanzi dello
edilìzio, livellati collo spianato. In un punto affiora un blocco
di marmo. Più in alto, alla distanza di circa fn. G0,00 sul bordo
di altro ripiano si scorgono gli avanzi di muri costruiti con
ciottoli spaccati e malta di calce e mattone pesto.

(2) N. Palmeri (Cenni sull'agricoltura di alcune campagne
di Sicilia e sulle rovine d'Imera. Palermo, 1825, p. 23), im-
pressionato della grande quantità di frammenti di terracotta
visti sull'altipiano, ebbe a supporre che qui sorgesse l'antica
Imera, e che i fabbricati di essa fossero eseguiti con opere di
laterizia. Io convengo in parte in questa opinione, perchè dalla
visita dei luoghi ben si rileva che il calcare da costruzione vi
è assai raro, e perciò gli Imeresi non poterono servirsene che
in misura molto limitata. Anche tenuto conto della feroce di-
struzione della cittcà, gran parte dei grosso materiale da costru-
zione doveva rimanere sul posto, come avvenne a Megara Hy-
blaea, a Selinunte, a Girgenti ed a Segesta.

(3) Fazello, De rebus Siculis, Dee. I, IX, 2.
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