Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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CERAMICA NEOLITICA DI PHAESTOS

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rate ed altre impervie ; parecchie sono molto logore,
onde si ha la certezza che non si mangiavano questi
molluschi, e che siansi lasciati cadere i gusci nel
terreno neolitico. L'uso sacro delle conchiglie appare

sacro nei miei scavi di Cannatello (') ; ed altre con-
chiglie trovai a Caldare e al Pulo presso Molletta,
identiche a queste di Creta, che appartengono pure
all'età neolitica.

evidente negli altari di Cnossos pubblicati dall' Evans,
dove le conchiglie di pectunculus e di cardium ven-

PlG. il.

nero in luce colorate a spicchi ed a semicerchi. È
importante che appaiano le medesime conchiglie nel
terreno neolitico italiano, e pubblicai le conchiglie
di pectunculus che vennero in luce presso un luogo

§ 5.

L'ultimo metro (5°) del deposito neolitico
sopra il terreno vergine.

Descriverò un poco minutamente quanto abbiamo
trovato in quest'ultimo metro, perchè esso rappresenta
i primi depositi che lasciarono gli uomini che ven-
nero ad abitare su questa collina nell'età neolitica.
Alcuni pezzi di scodelle nere lucide li presenterò in
altro capitolo, dove parlerò della forma dei vasi ; qui
mi limito a raffrontare la ceramica colorata e di ar-
gilla nera (o di bucchero, per servirsi di una parola
che forse è impropria, perchè adoperasi per vasi etru-
schi e in toscano vuol dire terra rossa).

Un frammento levigato a stralucido di un bel color
castano, fu descritto dal dott. L. Pernier nel vano 32,

(') A. Mosso, Villaggi preistorici di Calciare e Canna-
tello, in Monumenti antichi, XVIII, p. 644, fig. 34.
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