Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 19.1908

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IL RILIEVO GLADIATORIO DI CIIIETI

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da lui ritratto non fu e probabilmente non potè essere
dato in così fatto edifìcio.

In Roma ebbero luogo combattimenti gladiatori
dapprima nel Poro boario (') e quindi nel Foro ro-
mano (8) fino a quando non si costruirono appositi
anfiteatri in legno e più tardi in muratura Tuttavia
quando questi già esistevano, per particolari ragioni
furono dati in luoghi diversi. Così il munus dato da
Augusto nell'anno 6 av. Cr., in onore di Agrippa,
ebbe luogo nei Septa(4), e colà pure quello dato da
Claudio (5) e alcuni altri da Caligola (c). I consoli
Cecina e Valente nel 70 d. Cr. celebrarono il natale
di Vitellio con combattimenti gladiatori in ogni vicus
della città (7), la quale allora ne contava circa 300 (8).
Nel resto d'Italia, questi spettacoli erano dati in quel
tempo d'ordinario nel Foro. Anzi Vitruvio (9), non vo-
gliamo qui esaminare con quanta ragione, dice che
durò la consuetudine di costruire nelle città il Foro
di forma rettangolare, perchè tal forma meglio si
adattava a così fatti spettacoli.

Nel Foro o in altro luogo pubblico probabilmente
fu dato il munus gladiatorium, rappresentato nel ri-
lievo teatino, forse perchè Teate non aveva in quel
tempo un anfiteatro in muratura (10), se pure lo ebbe

(') Valer. Max., 2, 47.
(«) Vitruv., Archit, 5, 1.

(3) Il primo edificio di tal genere fu quello costruito da
C. Scribonius Curio nel 59 av. Cr., nello strano modo che dice
Plinio (Nat. hist., 36, 24); esso era tutto in legno. Nel 30
av. Cr. C. Statilias Taurus, per incitamento di Ottaviano, fece
costruire un anfiteatro in muratura (Tac, Ann., 3, 72; Dio.,
51, 23), nel quale pure alcune parti interne dovettero essere
di legno, se l'incendio neroniano lo distrusse interamente.

(l) Dio Cass. 55,8.

(5) Suet, Giani., 21.

(") Suet., Calie/., 18.

(') Tac, Hist., 2, 95.

(9) Preller, Regionen, p. 85.

(9) Loc. cit.

(10) Nella Campania sorsero anfiteatri in muratura prima
che a Roma; così quello di Pompei, se pure non risale al
70 av. Cr., come ritiene il Nissen(Pomp. Stud, p. llSeseg.),
è indubbiamente il più antico che conosciamo (cfr. C. 1. L. X,
844; Annali delVlnst. Arch. di Roma, 1859. p. 211). Questo
non ci deve far credere che in molte altre città fossero co-
struiti anfiteatri prima che a Roma. È noto quale straordi-
nario sviluppo ebbero questi spettacoli nella Campania. La ca-
pitale di questa regione, Capua, non solo aveva il più grande
anfiteatro dopo quello Flavio, i cui avanzi ammiransi ancora,
ma anche ammaestrò e forni il più gran numero di gladiatori
(cfr. Friedlander, Sittengeschichte, II0, p. 358 seg. e 558 seg;
Daremberg et Saglio, op. cit., II n, p. 1564, n. 2).

mai ('). L'edifìcio di cui vediamo riprodotto nello
sfondo del rilievo sei colonne, sarà stato un tempio o
una basilica o la Curia, e gli spettatori ragguardevoli,
dei quali abbiamo parlato, siedono o stanno in piedi
sullo stilobate, che si avanza dalla linea delle colonne.
Così si spiega perchè lo sgabello dei giovinetti è più
in basso: non posa già esso sul basamento dell'edi-
fìcio, ma a sinistra di questo. I cornicini e i tibicini
sono seduti sui gradini di editici o su sgabelli che
fiancheggiavano quello di cui ora ho discorso; esami-
neremo più innanzi in che modo essi siano ritratti.

Circa la distribuzione dei posti non è senza in-
teresse osservare come proprio dietro tutti stia la
donna che sta nel rilievo a rappresentare le molte
che assistettero allo spettacolo. Ciò dimostra che anche
nei municipi in cui, per non esservi l'anfiteatro, gli
spettacoli gladiatori si davano nel Foro, rispettavansi
le norme per la distribuzione dei posti secondo l'indi-
cazione di Svetonio e di Calpurnio, i quali dicono
che le donne del volgo insieme colla plebe (pullati)
occupavano appunto Msummun maenianum^); solo che
— questo desumesi dal nostro rilievo — i pullali
occupavano altri palchi da quelli occupati dalle per-
sone ragguardevoli : ed anche in quei palchi le donne
della plebe occupavano l'ultimo ordine.

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* *

Chi osservi le lastre, in cui sono raffigurati gli
spettatori, non può dubitare, che decorassero il fron-
tone di un edificio.

Di questo frontone mancherebbero tutte tre gli
angoli: deplorevole è soprattutto la mancanza della
lastra del vertice in alto, perchè in essa probabilmente
era il frontone dell'edificio, davanti al quale ebbe
luogo lo spettacolo. Insieme a queste lastre figurate
furono rinvenuti negli scavi ben « sette frammenti di
cornicione ». Sventuratamente essi furono distrutti

C) In Cbieti esistono avanzi di un teatro, costruito in
parte di opera reticolata, che alcuni erroneamente ancor oggi
chiamano anfiteatro.

(2) Cfr. Vitruv. Architect., V, G ; Calpurn., lucol. (Schenkl)
7, 20:

ì'enimus ad sedes, ubi falla sordida reste
inter femineas spectabat turba catftedras.
Nani quaecumque palent sub aperto libera coelo,
aut eques aut nirei loca densarere tribuni.

Suet., Aug.,44: Feminis ne gladiatores quidem, quos promiscue
spectari solemne olim erat, nisi ex superiore loco spedare
concessit (Augusto).
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