Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LA NECROPOLI NEOLITICA DI MOLFETTA

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lenta da spaccare un osso tubulare che ha lo spessore
di 4 a 5 mm. Dall'altra estremità la frattura del-
l'osso è irregolare.

Questa mia supposizione, qualora fosse vera (e
non so a cosa d'altro potesse servire un femore umano
tagliato a questo modo), ci porterebbe alla conclu-
sione che questo sia un coltello per sacrifici religiosi.
Tale femore umano segato, si accorda con quanto sap-
piamo della minore avversione che avevano i neoli-
tici per gli scheletri umani, e lo dimostrai con una
Nota sulle collane fatte con le teste dei femori ('),
e quella posteriore sugli scavi di Manfredonia a Coppa
Nevigata (2).

Anche la grande lama della tìg. 71, suppongo
fosse un coltello per scopo cerimoniale perchè ha il
taglio netto e così tagliente che sembra non fu mai
usata per tagliare.

Che le armi di selce fossero lavorate nel villaggio,
oltre l'esempio precedente del pugnale col codolo, lo
prova il grande numero di nuclei scheggiati che tro-
vammo nella terra nera, dove furono raccolti i detriti ;
il colore della selce è quasi sempre biondo, simile al
caffè latte, altre selci sono quasi nere, poche di color
giallo-aranciato, alcune hanno aspetto corneo di selce
bianca o leggermente bigia, quasi trasparente. Racco-
gliendo i coltelli, parecchi dei quali sono lunghi da
15 a 20 cm., volli cercare dove prendevano questi
noduli. Per conoscere la struttura geologica della re-
gione feci una gita al fiume Ofanto, che scorre poco
lontano, e dove speravo trovare i ciottoli silicei donde
provenissero i coltelli e gli strumenti che erano ab-
bondanti nella stazione e nella necropoli del Pulo.
Ma le mie ricerche lungo il fiume furono inutili, e
dovetti conchiudere che probabilmente tutte queste
selci provengono dal Monte Gargano (;!).

Che la popolazione neolitica nella regione di Mol-
fetta, di Terlizzi e di Bisceglie andasse lontano per

cercare il materiale necessario per le armi e gli stru-
menti da taglio, o se lo procurasse per mezzo del
commercio, lo provano i nuclei di ossidiana che tro-
vammo numerosi e che certo dovevano farsi venire
da paesi lontani.

§ 3.

Strumenti ed armi dì calcare.

Concezio Eosa in una delle prime Memorie sulla
valle della Vibrata ('), descrisse le armi e gli stru-
menti di calcare da lui trovate.

Tale scoperta dimostra che nella valle della Vi-
brata, quantunque abbondino i nuclei di selce si ser-
vivano i neolitici per economia di tempo delle pietre
calcaree o siliceo-calcaree.

A Mol fetta facevano colla pietra calcarea le armi
e gli strumenti non solo perchè costava maggior fa-
tica il lavorare le pietre dure, ma anche perchè in
questa regione mancano i nuclei di selce come ho
detto prima.

Un'ascia di calcare la trovai nel fondo Spada-
vecchia fig. 73 D. Esaminata colla lente presenta
fossili microscopici e precisamente certe foraminifere
che sono proprie del cretaceo superiore assai svilup-
pato nell' Appennino centrale stando a quanto mi
disse il prof. Parona, al quale diedi in esame questa
accetta.

Essa è lunga m. 0,11; e nella parte ovale del
taglio lavorata per sbieco ha il diametro di m. 0,04.
A metà la sezione è elittica e l'accetta, diventando
sempre più piatta, termina in punta (2).

Alcune accette di calcare le trovai con don Sama-
relli nel sacrario betilico di Monteverde, presso Ter-
lizzi. L'essere deposte in luogo destinato al culto, po-
teva lasciare il dubbio che fossero accette votive. In

(') Atti della R. Accademia delle scienze di Torino,
XLII, maggio 1907.

(a) Monumenti antichi, XIX, 1909, p. 382.

(3) Informazioni successive che ebbi dall'ufficio geologico
centrale, per mezzo del comm. Baldacci, mi assicurarono che
nell'ampio bacino idrografico del fiume Ofanto non si trovano
affioramenti delle roccie che contengono selci, mentre le qua-
lità da me raccolte negli scavi intorno a Molfetta abbondano
nella valle di Mattinata ad est di Monte S. Angelo nel pro-
montorio garganico.

(') Ricerche di archeologia preistorica nella valle della
Vibrata. Tav. II, fig. 7, Opere, p. 100.

(3) Armi e strumenti di calcare furono trovati a Molfetta
dal Mayer, ma descritti e presentati incompletamente colle
figure (M. Mayer, Le stazioni preistoriche, p. 41). Accette
calcari se ne trovarono in parecchi luoghi le quali avevano
scopo votivo (Bull, paletn. it., XXIX, p. 176). Se ne trovarono
pure in Germania (Mehlis, Neue neolithische Funde aus mit-
telrheinischen Niederlassungen, in Archiv /. Anthropologie,
III, 1905, p. 283).
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