Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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n. 48 (fig. 61), guasta e corrosa in quello n. 84 ; e
forse una palmetta era esibita anche dalla zona in-
feriore della stele n. 64, come si può arguire da un
resto di lobo. Nel n. 79 (fig. 77) invece, pure nella
zona inferiore abbiamo una decorazione che ritengo de-
rivata dalla forma di palmetta; due lobi grandi laterali,
con volute in basso all'indentro, racchiudono due lobi
minori che si ergono da queste due volute sottostanti.

non saprei come identificare. Da un unico tronco s'in-
nalzano, divergenti regolarmente, due rami, in mezzo
ai quali si erge un fiore.

Questi ramoscelli, con foglioline alternativamente
disposte in modo simmetrico, hanno un contorno ben
rilevato, sì che possono suscitare il ricordo, sia pur
lontano, di una pianticella a tre rami dell'affresco di
uno dei timpani della tomba della caccia e della pesca

Peculiare è poi la decorazione della zona inferiore
(unica rimastaci) della stele n. 53, assai alta e ri-
stretta; qui è un ramoscello trilobato a linee diritte,
sicché in esso fu ravvisato un tridente: i due steli
laterali terminano con foglie lunghe ed appuntite ; il
mediano esibisce, come pare, il contorno di un uccel-
lino accovacciato, col capo piegato sul dorso.

Passando ora alle stele, tutte di piccole dimen-
sioni, che hanno contenuto puramente vegetale, ve-
diamo che in esse è quasi esclusiva la rappresenta-
zione della palmetta.

Invece la stele arcaica De Luca (n. 133), con le
caratteristiche sei spirali ad onda che spuntano dalla
stretta orlatura (fig. 19), esibisce una pianta, purtroppo
guasta, la quale, pel modo con cui è stata espressa,
Monumenti Antichi — Vol. XX.

(Mon. dell'Insta., XII, tav. XIII = Martha, fig. 275).
Il fiore sorge da una foglia cuoriforme, ed è simile
ad una palmetta, formata da quattro lobi piccoli la-
terali e da uno grande mediano. Pur non sapendo con
quale arboscello poter identificare questa pianta sì
stilizzata (e non facile è riconoscere le piante ripro-
dotte, non solo su monumenti di scarso valore arti-
stico come le nostre stele, ma con arte maggiore
espressi) ('), tuttavia l'aspetto di questa pianticella
ha un'impronta ed un sapore del tutto arcaico, còn-
sono alla sagoma ed alla stretta orlatura della stele,

(l) Un esempio ci è fornito dalla rappresentazione della
rosa su monete di Rodi (Hauser, testo a Furtwangler e Rp-
ichhold, pag. 268).

3,ì
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