Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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sta essenza funeraria sarebbe comune ai serpenti effi-
giati sui monumenti etruschi; ed invero, oltre alle
nostre stele felsinee, questo ci manifestano diverse
opere dell'Etruria centrale.

dell'Orco, un grande serpente che segue un dèmone,
il quale tiene sul braccio destro uno strumento, forse
originariamente un martello (Moti. dell'Institi IX,
tav. 15, 4). Pnre, in modo conforme, nelle due anfore

Fig. 47. — Stele, n. 82, lato A.

Così noi scorgiamo un serpente dinnanzi alla qua-
driga del defunto su urna volterrana (Inghirami, Mori,
etr., I, tav. IX, 1); così, nella pittura della tomba

rinstit., 1835, tav. D — l'urna geometrica della Beozia (Studii
e materiali, I, p. 191, fig. 18 a). Anche come mero motivo or-
namentale, apparirebbe il serpente su opere arcaiche, dato, per
esempio, che la notissima base spartana (Perrot e Chipiez, Vili,
fig. 219-221) non sia un monumento funerario.

con scene infernali di Orvieto (Mon. dell'Insta., XI,
tavv. IV-V, 2, 3) si ha un grande serpente eretto
presso un orrido Caronte (1).

Non mi pare adunque che nel serpente delle rap-
presentazioni etrusche si debba riconoscere un sim-

(') Si v. i due serpenti intrecciati su sarcofago da Bo-
marzo (Mon. delVInstit., I, tav. XLII, 6 ; Martha, fig. 154), i
due serpenti dipinti nella tomba Golini, ed in generale Dennis,
I, p. 169 e sg.; II. p. 355.
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