Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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rapimento, il trasporto, ma è espressa la triste e
passiva andata a piedi.

Ma dalla lastra di Cervetri del VI secolo ai mo-
numenti testé citati del IV, del III secolo ed anche
di età posteriore (tombe Bruschi e del Tifone) man-
cano purtroppo gli anelli intermedi nell'arte etnisca,
anelli che non ci possono neppure essere forniti dagli

monumenti felsinei al confronto dei monumenti del-
l' Etruria centrale, ove invece abbiamo innovazioni più
consone ad epoca più tarda.

L'ara è perfettamente riconoscibile nella stele nu-
mero 168 (fig. 58); qualche dubbio potrebbe nascere
per l'altare della stele n. 2 (fig. 59); in quest'ultimo
esemplare si ha l'apparenza di una colonnetta bassa e

Fig. 56. — Stele, n. 105.

esemplari felsinei, tra i quali il meno recente, ripeto,
il n. 2, non può risalire molto addentro il secolo V-

Ma non lieve importanza ha un altro particolare
che si nota su due stele bolognesi (n. 2 e 168),
la presenza cioè di un altare che accomuna le nostre
stele più con la composizione di cui facevano parte
lo dette lastre di Cervetri, che con gli altri tardi mo-
numenti dell' Etruria centrale.

L'ara indica che la località, a cui si allude nella
rappresentanza, non è ancora l'Orco, al quale Orco,
invece accennano, nella loro maggioranza, i vasi, i sar-
cofagi, le pitture. Anche per questo particolare credo
che una impronta più arcaica ci sia conservata nei

dall'ampio capitello, una somiglianza innegabile con un
XovrrjQiov. Ma qui ci è esibita la forma più snella di
un tipo di altare che non è raro sui monumenti etruschi
arcaici, forma che talora è data anche ad un tavolino.
Infatti, con ufficio di piccola mensa, noi vediamo una
colonnetta con capitello assai espanso e largo, accanto
a due banchettanti su di una laminetta di avorio del
Louvre (Pollak, art. cit., t. XVI, 1).

Con l'altare della nostra stele è stringentissimo
poi il confronto che si può istituire con l'altare-co-
lonna di egual forma, uscito dagli scavi del sacrario
etrusco della Cannicella presso Orvieto (N. Scavi,
1885, t. Ili, 5, pag. 35). A simile tipo risale un al-
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