Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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lare per l'asportazione di quasi tutta la parte centrale
della conchiglia mediante confricazione, conio si foco
dai cavernicoli liguri.

Si hanno porzioni di conchiglie più grosse, proba-
bilmente Triton nodiferum, ritagliato per farne ole-
menti di collane e braccialetti. Una lamina rettango-
lare, forata in alto, è stata raccolta dal Cerio.

Interessa osservare che nello stesso modo si rita-
gliarono dalle valve dei Peetuneulus, specialmente,

Fig. 26.

i pendagli abbondanti nella necropoli eneolitica di
Anghelu Ruju (1), ma più piccoli.

Tra le conchiglie raccolte per uso ornamentale deve
porsi qualche esemplare di Ciprea, che attrasse per
la sua eleganza; se ne trovarono anche nelle grotte
funebri sarde. Come ornamento servivano denti canini
di carnivoro che ho raccolto nella detta grotticella.

Da vari punti della grotta, ma più specialmente
dallo strato superiore, uscirono le così dette fusaruole
fìttili, rozze, lenticolari, inornate, che io ritengo piut-
tosto grani di collana.

IX. Oggetti di metallo.

Di metallo ho raccolto soltanto un misero frustulo
di pugnaletto, probabilmente eneo, Irovato alla pro-
fondità di m. 0,90, lungo la parete di fondo. È tutto

(') Tarameli!, Alghero, nuovi sc^iri, fig. il; id., Xot. se.,
1904, fig. 17.

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corroso dal carbonato di rame e si è salvato solo
la base che reca i due chiodetti per saldarlo al ma-
nico. È la foggia eneolitica di cui si raccolse qualche
saggio alla Pertosa e a Latrònico (fig. 27).

La grandezza approssimativa fu calcolata ripor-
tando l'oggetto su un esemplare intero del Museo pre-
istorico di Roma.

Fig. 27.

Debbo qui ricordare che è stata raccolta presso
una grotta sotto il monte Solare una piccola accetta
di bronzo a margini rialzati con foro al tallone. È di
fusione perfetta, con bellissima patina. Come è noto,
è la forma più antica dopo l'accetta piatta di rame.
Si conserva a Napoli ed è il primo oggetto eneo rac-
colto nell'isola (fig. 28).

* *

Il materiale della Grotta delle Felci dimostra che
l'antro fu visitato in varie età; ma la più lunga utiliz-
zazione spetta al finire dell'età della pietra e all'inizio
del bronzo, dopo la grande frana che lo aveva modifi-
cato come oggi ci appare, poiché il materiale antro-
pozoico e adagiato su di essa.

Nel cocciame, in tanta copia fornito, manca affatto
la ceramica impressa a crudo, cosi diffusa nei più an-
tichi depositi neolitici meridionali, persistendo anche
più tardi, come manca la ceramica graffita a punta,
tii selce, dopo la cottura, anche cpiesta abbondante

LA GROTTA CELLE FELCI A CAPRI
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