Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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LA PANIGHINA

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pozzo comune oppure speciale. Osserviamo perciò
qualche fatto.

L'acqua sgorgante dalla roccia è acqua minerale
e dotata di virtù terapeutiche, e tutto fa credere che
fosse tale pure in età preistorica : almeno non si
possono portare prove in contrario.

Anche la costruzione lignea di rivestimento del
pozzo (tubatura cioè ed impalcatura), se si riflette
all'età in cui fu eseguita, è invero un lavoro assai com-
plesso ed importante per le dimensioni, per il genere
diffìcile e vario di costruzione (vuotamento del tubo,
incastri, ecc.) e per la bontà di sistemazione.

Terzo fatto, ed il più rilevante, è la presenza di
vasi entro il pozzo e cioè più specificatamente: va-
sellame sano e frantumato entro la tubatura lignea;
cocciame nella intercapedine posta tra la tubazione
e l'impalcatura; infine, frantumi che furono trovati
nello strato archeologico (il n. 1) corrispondente
all'orifizio del pozzo.

Per questi tre fatti, adunque, io credo che il pozzo
non possa venir considerato di tipo comune, ma mi
pare di dover concludere che esso è assai speciale.

Carattere sacro del pozzo in base alle
dette osservazioni. Queste tre osservazioni og-
gettive (ed altre considerazioni che vedremo subito
dopo), servono anche ad assegnare al pozzo e a tutta
la costruzione un carattere più determinato, che io
credo sia il sacro.

Solo pensando a questa singolare natura del pozzo,
si può spiegare la speciale costruzione, e la bontà e
difficoltà della lavorazione di essa.

Io annetto molta importanza a questa prima
osservazione.

Infatti i posti di culto, in ogni tempo e luogo,
sono sempre stati meglio curati dei comuni luoghi
di abitazione od altro. Ed è noto che ciò avveniva in
realtà anche per gli ambienti raccoglienti le acque
sacre: ricordo solo due esempi che tolgo dal mondo
classico. Il fonte di Peirene, a Corinto, era fornito
di una cisterna rivestita di nobile marmo bianco ;
come, a Roma, lo era la vasca della sorgente Giuturna.

Inoltre si potrebbero citare molti esempi di sco-
perte archeologiche le quali sono state rivestite di
un carattere sacro dallo studioso appunto perchè ave-
vano caratteristiche esulanti da quelle comuni. Ma
per brevità ricordo solo qualche esempio.

Parlando della fontana sacra di SuLumarzu, presso
Rebeccu in Sardegna, il benemerito archeologo della
Sardegna prof. Taramelli dice: «senza questa con-
cezione sacrale, non si spiegherebbe tanta finezza di
lavoro, che rivela una finalità di devozione reli-
giosa » ('). Uguale carattere sacro e rituale viene
attribuito al pozzo di Santa Millanti perchè « costi-
tuito di una roccia lavica compattissima »

Per ciò che riguarda la seconda osservazione (cioè
l'acqua minerale sgorgante nell'interno del pozzo)
si sa che questa è stata onorata di speciale venera-
zione dalla più remota antichità fino ai giorni nostri,
specialmente poi se essa era ritenuta dotata di pro-
prietà terapeutiche o virtù magiche.

È superfluo indugiarsi su questo troppo noto argo-
mento. Le scoperte archeologiche d'età preistorica,
protostorica, classica e medioevale; la tradizione let-
teraria ; le epigrafi lasciate da coloro che attestarono
riconoscenza alla sacra acqua; le sopravvivenze
odierne; infine, la rispondenza presso le popolazioni
selvaggie, sono chiare attestazioni.

(Uova anzi notare che spesso si riscontra il culto
all'acqua senza che questa sia minerale e dotata di
speciali virtù medicamentose, come invece è quella
della Panighina.

Altrettanto dicasi (terza osservazione) per la pre-
senza dei vasi e degli altri oggetti deposti con speciale
scopo presso o dentro le acque.

Di tali stipi abbonda tutta l'antichità preistorica
e storica delle varie regioni del mondo, ed io in
seguito avrò modo di ricordare varie stipi man mano
che sarà necessario.

Altre considerazioni sullo stesso ar-
gomento. A questo tre osservazioni aventi carat-
tere oggettivo, si possono pure aggiungere tre con-
siderazioni, che mi sembrano avere una qualche
importanza nei riguardi della soluzione della pre-
sente questione.

La prima di esse può scaturire dal fatto che il
pozzo aveva la sua base posta sulla viva roccia, sulla
quale direttamente si innalzava la costruzione lignea.

(') A. Taramelli, Fortezze, recinti, fonti sacre, in « Mon.
ant. Line. », XXV, col. 815.

(2) Taramelli, Nuragus, pozzo votivo di età 'preromana,
(in « Not, scavi » 1915, pag. 99 e segg.).
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