Real Museo Borbonico — 13.1843

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VOL. XIII. TAV. A e B.

il die fa congetturare essere state composte di al-
meno due piani.
Le stanze segnate coi n? 5, 4, 6, 7, 8 erano
sporgenti sull’atrio da cui prendevano luce ed aria,
e fra queste le due marcate col n.° 5 e 8 erano due
specie di Tabiini o Ale le cui grandi aperture verso
f Atrio erano chiuse da tende.
Il n.° 9 marca la fauee o corridoio di comu-
nicazione fra l’atrio e il Xysto o luogo scoperto
della casa. Questo luogo scoperto segnato coi numeri
dieci ha in mezzo di esso un Ninfeo marcato col
n.° 11, e la cui pianta c sezione è più in grande
disegnata in questa medesima tavola ove vedesi la
lettera A.
Questo Xysto ha i muri dipinti con vedute di
giardini, ed il Ninfeo in mezzo di esso è circondato
da un muro o parapetto fatto a contenere le acque
che zampillavano nel Ninfeo istesso. Il n.° 12 con-
trasegna una grande Esedra o Triclinio che si ral-
legrava della vista del Ninfeo e che era la stanza
più suntuosa della casa. Il pavimento di questo
Triclinio era di marmo in gran parte levato via
dagli stessi Pompeiani campati dall1 eruzione, quan-
do vennero a ricercare sotto le lor case diroccate e
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