Palladio, Andrea
I Qvattro Libri Dell'Architettvra: Ne' quali, dopo vn breue trattato de' cinque ordini, [e] di quelli auertimenti, che sono piu necessarij nel fabricare ; Si Tratta Delle Case Private, delle Vie, dei Ponti, delle Piazze, dei Xisti, et de' Tempij — Venedig, 1581

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AL MOLTO MAGNIFICO
MIO SIGNOR OSSERVANDISSIMO»
IL SIGNOR CONTE GIACOMO
ANGARANNQ,


MERITI amplissimi della vostra infinita cortesia(molto Magnifico Signor mio)sb-
no per li molti singolarissimi beneficicene con perpetua liberalità già tanti,e tanti an-
ni m'hauete fatto continuamentc;in tal modo cresciuti,& dinumerOj&di grandezza:
che s'io non cercassi di rendermiui grato, almeno co'i dimostrarmene sempre ricor-
deuokison certissimo, che porterei pericolo di esfer notato» e tenuto da tutti per di-
scortese,e per ingrato. E perche fin dalla mia giouanezza mi son grandemente dilet-
tato delle cose di Architettura,onde non (olamente ho riuolto con faticoso studio di molt'anni i libri
di coloro j che con abbondante felicità d'ingegno hannoarricchito d'eccellentissimi precetti questa
scientianobilissima: ma mi son trasferito ancora spesse volte in Roma,& in aljri luoghi d'ltalia,e fuo-
ri; doue con gli occhi proprij ho veduto, & con le proprie mani misurato i fragmenti di molti edifici)
antichi ; iquali sendorestati in piedi fino ànostri tempi con marauiglioso spettacolo diBarbara cru-
deltà jrendono anco nelle grandissime ruineloro chiaro,&illustre testimonio della virtù, & della
grandezza Romana; in modo che rìtrouandomi io grandemente esercitato, & infiammato ne gli ot-
timi studij di questa qualità di Virtù, & hauendo con gran speranza meiso in lei tutti i miei pensieri ;
mi polì anco all'impresa di scriuer gli auertimenti necesfarij,che si deuono osseruare da tutti i belli in-
gegni , che sono desiderolì di edificar bene, & leggiadramente ; & oltra di ciò di mostrar in disegno
molte di quelle f abriche, che da me sono state in diuersi luoghi ordinate ;& tutti quelli antichi edifi-
cij, c'ho fin'hora veduti : Perà ( non già per pagar alcuno de gli oblight infiniti, cho contratto con la
vostra gentilezza, per laquale voi sete sopra ogn altro amato celebrato, &reputato degno d'ogni al-
tissimogradod'honore ;maper dimostrarui solamentecon honorato testimonio delle fatiche mie
alcun segno del mio animo grato,& ricordeuole della grandezza del vostro valore) vi faccio hora vn
dono di questi due miei primi libri, oue io tratto delle casepriuate; ne' quali confesso hauerhauuto
i Cieli tanto fauoreuoli, che hauendoli io in molte grandi mie occupationi, che quali del continuo
mi tengono il corpo,e l'animo oppre(so,& dopo alcune mie nonpiccioleinfirmiià,finalmente ridot-
ti à quella perfèttione,che per me s'è potuta; & hauendo approuato quel tanto,che in lor si contiene
con lunga esperienza, ardiseo di dire, d'hauer forsè dato tanto di lume alle cose di Architettura in
questa parte,che coloro, che dopo me verranno; potranno con Tesempio mio,esercitando l'acutezza
de i lor chiari ingegni ; ridurre con molta facilità la magnificenza de gli edifici]' loro alla vera bellez-
za, e leggiadria de gli antichi. Pregoui dunque Ulustre mio Signore, che voi, facendo vn'atto de-
gno della vostra virtù; vogliate in premio dell'affettion, ch'io vi porto, degnarui di riceuere in dono >
& con allegro volto fauorire questa prima parte dell'opera mia , che fu già con nobil pentiero inco-
minciata sotto i felicissimi auspicij vostri; laquale, come primitiedel mio ingegno, vi dedico ; & di
elTer contento, che hora, che con tanto fauor della vostra liberalità ella si ritroua finita ;posIà anco
andare con lieto augurio nella luce del Mondo, da ogni parte illustrata dal chiarissimo lume del no-
me vostro ; poi che io son sicuro, che'l te (limonio solo di voi, che per altezza d'ingegno, è per splen-
dore,efamadi nobilissime virtù sete grandemente chiaro, &illustre; porterà tanta grandezza, e
tanta auttorità à questi miei libri che meritamente li sono già fatti vostri, ch'io (olamente per questo
potrò sperare di viuer lungamente, & con perpetua lode famoso , &honorato nella memoria di co-
loro, che dopo noi verranno : e con questa speranza, pregandoui felice, e lieta vita ; faccio fine.
InVenetiailPrimodiNouembre. Del M. D. LXX.
Di V. S.
Deuotist. Seruitore.
Andrea Palladio.
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