Palladio, Andrea
I Qvattro Libri Dell'Architettvra: Ne' quali, dopo vn breue trattato de' cinque ordini, [e] di quelli auertimenti, che sono piu necessarij nel fabricare ; Si Tratta Delle Case Private, delle Vie, dei Ponti, delle Piazze, dei Xisti, et de' Tempij — Venedig, 1581

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PRIMO.
DE* CINQVE ORDINI, CHE VSARONO
gli Antichi. Cap. XII.

INQV E sono gli ordini de'quali gli Antichi si seruirono5
cioè ilToscano, Dorico, Ionico, Corimhio, e Composito.
Quelli si deonocosi nelle fabrichc disporre,ch'el più sodo sia
nella parte più bassa : perche sarà molto più atto àsoslentare
il carico, eia fabrica venirà ad hauere basàmento piufermo :
onde Tempre il Dorico si porrà lotto il Ionico: il Ionico (òt-
to il Corinthics & il Corinthio sotto il Composito. Il Toscano, come rozo,
lì vsa rare volte sopra terra, fuor che nelle fabriche di vn'ordine solo, come
coperti di Villa.-ouero nelle machine grandissime,come Anfitheatri,e simi-
li ; lequali hauendo più ordini quello si ponerà in luogo del Dorico sotto il
Ionico. E se si vorrà tralalciare vno di quesli,come sarebbe,porre il Corin-
thio immediate (òpra il Dorico; ciò si potrà fare, pur che sempre il più sodo
flanella parte più bassa per le ragioni già dette. Io porrò paratamente di
ciascuno di quelli le misure,non tanto secondo che n'insegna Vitruuio,quan
to secondo c'ho auuertito ne gli edifici) Antichi: ma prima dirò quelle cose,
che in vniuersale à tutti si conuengono.
DELLA GONFIEZZA, E DIMINVTIONE DELLE
Colonne, de gli intercolunnij,e de'Pilastri. Cap. XIII.
iE COLONNE di cialcun'ordine si deono formare in mo
do che la parte di sopra sia più lottile di quella di sotto, e nel
mezo habbiano alquanto di gonfiezza. Nelle diminutioni
s'osserua,che quanto le colonne sono più lunghe,tanto me-
i no diminuiscono,e(Tendo che l'altezza da se faccia l'effetto
del diminuire per la distanza:però se la colonna sarà alta si-
noàquindecipiedi;sidiuideràlagro(TezzadabalTo inseipartiemeza,edi
cùiqueemezasifaràlagrosfezzadisopra:Sedaxv.à xx. sidiuideràlagros-
sezza di sotto in parti vij.e vj.e mezo larà la grossezza di sopra:similmente di
quelle,che saranno da xx.sino à trenta;si dmiderà la grossezza di sotto in par
ti viij.e vij.di quelle sarà la grossezza di sopra: e coli quelle colóne, che saran
nopiù alte; si diminuiranno secondo il detto modo per la ratta parte,come
c'insegna Vitruuio al cap.ij.del iij. lib. M a come debba farli la gonfiezza nel
mezojnon habbiamo da lui altro che vna semplice promessa: e perciò diuersi
hanno di ciò diuersamente detto. 1 o lòno iolito far la lacoma di detta gon-
fiezza in quello modo. Partiscoil furto della colonna in tre parti eguali, e
lascio la terza parte da basso diritta à piombo,à canto l'estrcmità della quale
pongo in taglio vna riga soctile alquanto, lunga come la colonna,òpoco
più,e muouo quella parte,cheauanza dal terzo in suso,e la storco fin cho'l ca
. po silo giunga al punto della diminutionc di sopra della colonna sotto il col-
larino;e secondo quella curuatura segno:e cosi mi viene la colonna alquan-
to gonfia nel mezo, e si rastrema molto garbatamente. E benché io non mi
habbia potuto imaginare altro modo più breue,& espedito di queslo, e che
riesea meglio ; mi son nondimeno maggiormente confermato in quella mia
inuentione,poi che tanto è piaciuta à messer Pietro Cattaneo,hauendoglie-
la io detta, che l'ha polla in vna sua opera di Architettura, con la quale ha
nonpoco illustrato quesla profusione.
A, B, La terza parte della colonna,che si lascia diritta à piombo.
B, C, 1 due terzi che si vanno diminuendo.
C, Il punto della diminutione sotto il collarino.
Gli intercolunni), cioè spatij fra le colonne si polsonofare di vn diame-
tro e mezo di colonna, e si toglie il diametro nella parte più bassi della co-
lonna; di due diametri; di due, &vn quarto idi tre, &ancho maggiori:
Ci Ma
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