Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ARCHIVIO STORICO DELL'ARTE

ccsco I. Lo troviamo sui registri della corporazione fin dal 1538 e vi figura ancora nel 1547.
Neil'intervallo si era fatto arrestare a Parma, nel 1533, come falso monetario. Le Memorie
del Celimi (voi. I, p. 267, 270, 271, 273, 278, 282, 297), gli Artisti lombardi del signor Ber-
tolotti ed il Benvenuto Cellini del signor Plon, forniscono ampie informazioni sopra quest'abi-
lissimo artefice.

Giovanni Francesco della Tacca di Milano, citato da Benvenuto ( Vita, voi. II, p. 51) eseguisce
nel 1530 e nel 1531 lo stocco benedetto. Figura sui registri della Corporazione dal 1534 al 1538.

Lucangelo da Jesi, uno dei maestri mentovati dal Cellini nel Trattato dell'Oreficeria (edi-
zione Milanesi, pp. 20, 22, 23) figura nel 1522 nei conti del convento di sant'Agostino.

L'orologiaio Cherubino Sforzani, di Reggio, soprannominato il Parolaro, è ben noto per gli
elogi che gli dà Benvenuto : " messer Cherubino, maestro d'oriuoli eccellentissimo... molto mio
amico. „ (Vita, voi. II, p. 118, 124, 126, 128). Questo artefice appare nei nostri conti, dal 1524
al 1527, in qualità di orologiaio del palazzo apostolico. Il signor Bertolotti (Artisti modenesi,
Artisti in relazione coi Gonzaga) ed il signor Campori (Gli Orclogioìi degli Estensi), hanno
recentemente completato la sua biografia. L'inventario di Clemente VII ci apprende che nel 1524
Cherubino consegnò al Papa un orologio di argento colle armi pontificali.

Michele di Francesco Naldini o Nardini figura dal 1513 al 1531 nei registri delle spese dei papi.
Questo artista è probabilmente il medesimo che Michele delle Corniole, che il Cellini qualifica
come segue: " un certo Micheletto, molto valente uomo per intagliar corniole... ancora era
intelligentissimo gioielliere. „ (Vita, voi. I, pp. 207, 209).

Il gioielliere Pier Maria che comparisce in un conto del 1525, è probabilmente lo stesso
famoso incisore in pietra dura, Pier Maria da Pescia, soprannominato il Tagliacame, nomi-
nato incisore della zecca pontificia nel 1515 e che io ho dimostrato 1 essere ancora al servizio
della Corte di Roma nel 1522.

Gasparre Romanesco, uno dei due " uomini più intelligenti di Roma nei lavori delle
gioie „2 pare non essere altri se non Gaspare del Gallo, che troviamo, dal 1519 al 1549, come
gioielliere pontificio e " gemmarum negoiiafor.3 v

Pietro Paolo Romano, compagno d'arte di Benvenuto Cellini, a Roma (1535), poi a Fer-
rara (1540), poi a Firenze, all'epoca della fusione del Perseo (1552), figura dal 1532 al 1549
sui registri della Corporazione degli Orefici. Questi registri ci rivelano il suo casato che era
incognito: Pietro Paolo del Pozzo. Evvi nulla di comune fra questo artista e l'orefice, inci-
sore di monete e di medaglie, Pietro Paolo Galeotti, soprannominato Pietro Paolo Romano?
Confesso non potere per ora risolvere questo problema.

Girolamo del Borgo o del Bosco (Jeronimus Boschi o Jeronimus Burgi) che, dal 1524
al 1527, esercitò le funzioni di " magister stamparum „ o " sculptor stamparum, „ ebbe la
gloria di precedere Benvenuto Cellini come incisore della Zecca pontificia. I particolari della
sua biografia ci fanno difetto. Pochissimo tempo fa, Gaetano Milanesi, in un articolo pubbli-
cato dal signor Armand, gli ha attribuito la moneta di Clemente VII col busto del papa
volto a sinistra, e sul rovescio la Porta Santa chiusa, colle statue de' due principi degli Apo-
stoli in nicchie e l'iscrizione: CLEMENS VII PONTIFEX MAX. - IVSTI INTRABVNT IN
EAM,

Giacomo Balduccio, maestro della zecca, era il nemico giurato di Benvenuto che lo chiama

1 L'Atelier Monétaire de Rome, pp. 10, 12.

2 Cellini, Trattato, p. 5g, 61.

3 Sotto Leone X, si vede figurare un Gaspare orefice comproprietario di una casa a Santa Maria sopra Mi-
nerva (Pigna); un Gaspare orefice a San Tommaso (Parione); un Gaspare di Prato orefice a Campo Marzio (San
Trifone). armellini, p. 44, 65 101.
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