Archivio storico dell'arte — 1.1888

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SPERANDIO DA MANTOVA

Tre di esse rappresentano Giovanni II Bentivoglio, una delle quali, che si vorrebbe eseguita
nel 1462, fu invece con tutta probabilità gettata dall'artista nel 1478, al principio della sua nuova
dimora in Bologna; un'altra medaglia ci rappresenta Andrea Bentivoglio, gonfaloniere di giustizia
negli anni 1479 e 1482; un'altra raffigura Antonio Galeazzo, e ne ricorda la qualità di protonotario
apostolico, da lui assunta nel 1483. Oltre a queste, lo Sperandio gettò le medaglie di Virgilio Mal-
vezzi nel 1479, di Guido Pepoli, di Galeazzo Marescotti e del senatore bolognese Nicola Sanuti,
morto nel 1482 ; di Giuliano della Rovere, forse quando questi occupò nel 1483 il seggio episcopale
di Bologna; di Carlo Grati, miles et comes uononiensis, uno degli Anziani nel 1484; di Andrea
Barbazza, insigne giureconsulto, morto a Bologna nel 1480; di Floriano Dolfi, dottore in teologia
nel 1481, chiamato nella medaglia divini et Immani iuris consultissimus. L'ultima probabilmente
delle medaglie dallo Sperandio eseguite a Bologna si fu quella di Catalano Casali, eletto nel 1490
protonotario, e come tale ricordato nell' iscrizione del bronzo. Altri ha annoverato fra le medaglie
gettate dallo Sperandio, nel periodo bolognese, quella del famoso legista Alessandro Tartagni, chia-
mato doctor aureus, doctor veritas, legum monarcha; ma quegli mori nel 1477, anno in cui Spe-
randio non dimorò a Bologna, e perciò dovrebbesi accettare, sino a prova contraria, la ipotesi del
Friedlànder, e cioè che la medaglia fosse eseguita in onore del Tartagni, mentre egli teneva cat-
tedra a Ferrara.

Lo Sperandio ritornò a Ferrara ? Il Friedlànder e lo Heiss lo ammettono ; ma non ne danno
la prova. L'erudito mantovano Stefano Davari 1 sembrò fornirla coll'accennare a due lettere esi-
stenti nell'archivio Gonzaga, e precisamente nel carteggio dei duchi di Ferrara coi marchesi di
Mantova, in cui Ercole d'Este raccomandava al genero marchese Francesco Gonzaga, mr0 Spe-
rindio de Mantova. La prima lettera è delli 11 aprile 1491, e in essa il duca di Ferrara racco-
manda al genero di interporre l'autorità sua, affinchè presto avesse termine una causa giudiziaria
per certa casa di proprietà dello Sperandio ; la seconda lettera porta la data delli 18 ottobre 1492,
e il duca Ercole pregava Francesco Gonzaga a far grazia della vita a un amico di Sperandio, e ciò
« perchè amamo », scriveva quel principe, « et havemo caro el prefato Sperandio per le virtute
sue ». 2 II Davari si chiede : questo Mro Sperindio de Mantova, che aveva nel 1491 casa propria in
Mantova, è egli il medaglista o il pittore Sperandio da Mantova, ricordato dal Cittadella ai servigi
del duca di Ferrara dal 1489 al 1494? E poscia osserva: se si considera il vivo interesse, l'alta
stima e l'amore che mostra il detto duca in queste lettere verso il suo artista, io sarei per ritenerlo
il medaglista; ma dal fatto del possesso della casa che aveva in Mantova nel 1491 (prova questa
indiretta della cittadinanza mantovana dello Sperindio) sorge il dubbio che possa essere piuttosto
lo Sperandio mantovano pittore ricordato dal Cittadella.

Questo dubbio non parve fondato all'amico nostro Umberto Rossi,3 il quale notò come le lodi

1 Stefano Davari, Sperandio da Mantova e Bartolomeo Meliolo mantovano, scultori-orefici del xv secolo. Mantova.
Segna, 1886.

2 Arch. Gonzaga, E, XXXI, 2, 1491, 11 aprile.

« IH. et Ex. dno Genero et fratri nro dilectm« Dno Francisco Marchioni Mantuae etc.
« 111. et Ex. dne Gener et frater noster dilectissime. La V. S. si ricordarà quando la si ritrovo qua, quanto gli raccoman-
dassemo Mro Speraindio da mantoa nostro per la causa di quella sua casa, et perche desidera grandemente che la sia spa-
zata, et non sia tenuto in tempo, di novo pregamo la S. V. che per amore nostro la voglia commettere che dieta sua causa
sia expedita cum quella più possibile presteza che sia possibile, che lhaveremo singularmente caro, offerendoni di continuo
a li beneplaciti de la S. V. Que bene valeat. Ferr. xj Aprilis 1491.

« Hercules dux Perrariae etc.

« Jo. Nico ».

1492, 18 ottobre.

« 111. et Ex. dne gener et frater noster dilectissime. Siamo strectamente pregati ... * Mro Sperindio da Mantua nostro a

recommandare a la V. 111. S. uno Bern---- Casarolo, quale è carcerato, et perchè amamo et havemo caro el pio Sperindio

per le virtute sue, pregamo la V. 111. S. che voglia havere racommandato dicto Bernardino, et farli gratia de la vita: Et
veramente per respecto de Sperindio haveremo tale cosa gratissima da la V. S. oltra che anche Sperindio, che è bon servi-
tore de quella, ge ne restarà obligatissimo, et bene valeat 111. D. V. Ferrariae die 18 octobris 1492.

« Hercules dux Ferrariae etc. ».

3 Umberto Rossi, La patria di Sperandio. Como, Franchi, 1887 (Estratto dalla Gazzetta Numismatica).

' Corrosa la carta.
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