Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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SE IL GRANDE PROSPETTO DI VENEZIA

SIA DA ATTRIBUIRSI A JACOPO DE' BARBERI

el Museo Correr si trova uno dei rari esemplari del
grande e famoso prospetto o vista a volo d'uccello
di Venezia, che viene generalmente attribuito a Ja-
copo de' Barberi (lo fu per la prima volta, a quanto
io sappia, da Harzen, neW Archivio di Naumann, I,
p. 210). Questa grandiosa opera d'incisione in legno
consta di 6 tavole, lia una larghezza di 109 ed un'al-
tezza di 50 pollici parigini (secondo Passavant).

Il Museo possiede anche le piastre originali, che,
riunite in una cornice, sono appese accanto all'inci-
sione. Di questo lavoro esistono, come è noto, tre edi-
zioni. La prima, che porta la data del 1500, ha un
tetto di sicurezza, di forma piatta, sopra il campanile,
la cui cima fu distrutta dal fulmine nel 1489. Nella
seconda edizione si trova ancora la torre piramidale, che orna tuttora il campanile, ma si
tralasciò la data, che non conveniva a detta torre. Siccome poi la prima edizione era dive-
nuta, nel frattempo, rara e perciò molto ricercata, si ritoccarono di nuovo le piastre, si tolse
la piramide e si riprese la data 1500. Sono appunto queste piastre molto danneggiate che
si trovano nel Museo Correr. Un confronto con esse dimostra che il prospetto esposto appar-
tiene alla prima edizione; ciò, in ogni caso, per le 5 tavole: la sesta fu aggiunta da un
altro esemplare. Il Museo Correr possiede inoltre parecchi altri esemplari non esposti, anche
della seconda e della terza edizione.

Tali prospetti di città, per quanto possano essere del più gran valore topografico, non
producono generalmente un grande effetto artistico. Il prospetto di Yenezia invece mi sembra
un'eccezione. L'interesse, ch'esso desta, non è dovuto soltanto alla sua notevolissima importanza
storica: esso produce in noi un'impressione prettamente estetica, come opera d'arte.

Ciò forse si deve sopratutto alla mirabile posizione della città, che sorge in mezzo al
mare, colle sue reti di canali, i suoi superbi palazzi, fra i quali la splendida S — linea del
Canal Grande — si svolge come un serpente colle sue cupole ed i suoi campanili. Un'altra ra-
gione è però anche da ricercarsi nella grazia con cui l'artista ha adornato e avvivato il suo
prospetto: il modo con cui ha reso le lagune, a vicenda tranquille e basse, dalla superfìcie
d'argento in alcuni punti e in altri più profonde e increspate, colle loro navi artisticamente
raggruppate che riempiono il porto, colle loro allegoriche deità marine, che spirano da ogni
parte freschezza nel quadro già per se stesso così fresco.

E la Yenezia dell'anno 1500

VENETIE
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