Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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Item sia deputa uno zorno che li soprastanti o li
otiti al y siano in sema adeliberar li denari savera
a dar ala maestranza e quelo sara (si avrà) da far
per la fabrica.

Item sia deputa uno che solicita che le robe

siano condute et miter atinir conto cum quelo

stara fermo.

Item sia deputa uno stia continuamente sula
fabrica asolicitar le opere de ogni sorte sara mexi
nlavorar et tinirne conto e sopraveder quelo che

fara la maestranza sopra e de zorno in zorno

tinir conto cum partecipation del baron et che
ogni otto zorni de farne fede sotoscrita del baron
azoche se possiano pagar.

Item chel baron posia imprestar denar al ssto
azoche di otto zorni in oto zorni possia pagar li
operari e poy fato la boleta farli boni.

Item sia prepara paro 8 de boj de la careta cum
li soy bovari et sia deputa uno sopra che li fazan
lavorar etinir conto deli lor salari et spexe andara
a tenir li due boy et careta e del tuto tenir conto
insema cum lo baron particularmente.

Item de tute le robe se comprarano che colui,
stara fermo de tenir conto cum participation del
baron e lo dito baron de far una partita ali libri.

Item che lo baron insema cum lo ssto depu-
tato debia solicitar se habia a far li merchadi dele
sste robe.

Item che tuto quelo aparera habia a far li so-
prastanti uno via dalaltro ben cum participation
deli altri sia distinto azoche se per defeto alquno
de lor la fabrica ne patissca dano che tale sia im-
puta.

Item se fazia bona provissione de denari per
che se spenderà molto più de quelo se credono perii
tempi strani.

Item per caxon de li tempi strani se faria pro-
visione che sei achadexi. ala maistranza biava et
vino di servirgene per lo pretio honesto occorrente.

Item sia deputa una perxona che ogni setimana
discoria li lavoreri fati per la maistranza che ha
li lavorerj sopra de se e farne fede a queluj come
te sege dia dinari azoche si sapia che denari de darge.

Item sia chiarito in que zorni et quanto al-
quno de Nuj soprastanti insema cum lo baron et
quelui stara fermo ala fabrica ad veder come sta
la fabrica et la necessita di epsa.

Item che de tute le spexe e denari se torà dal
Rd0 m° tomaxo e sborsara lo baron se habia a far
le bolete per Zuan Anton0 e tenirne conto perlo
baron come se ha fato sin a qua.

Item chel baron habia arezever (ricevere) lo
fero e consignarlo al ferar e tinirne conto del tuto
azoche se vedia indove va lo fero et tenir conto
delintrada et exito a lo Libro duna partita.

Item che li soprastanti cum conseio (consiglio)
dela signoria del Cap.° discoria la fabrica et deter-
mina come se li avera a fare li sufitati salexati
e depenture.

Item sei se abbia afar la fontana perche le de
honoranza molto a vista del palazo.

Reservata est una copia hic per me thomas ff.

H. Semper.

(Continua).

Documenti

per la storia dell'arte in Bologna.

I. Costruttori e pittori di vetrate a Bologna.

Poiché la pittura sul vetro attende ancora da
noi il suo storiografo, benché sia rappresentata da
numerosi e ricchi esemplari, crediamo utile racco-
gliere alcune notizie su costruttori e compositori
di vetrate in Bologna nel sec. xv e nel principio
del xvi. In questa città, dove dipinsero sul vetro
artisti, quali Jacopo da Ulma, Francesco Cossa e
il Francia, e dove si conservano in buon numero
nelle chiese vetri dipinti da artisti del Rinasci-
mento, i pittori che si applicarono a questo ramo
furono numerosi.

Ci limiteremo a ricordare nomi e notizie che vi
si riferiscono, trovati nelle nostre ricerche princi-
palmente nell'Archivio di Stato di Bologna.

I libri di spese del convento di S. Michele in
Bosco hanno alcune partite per maestro Giierar-
dino dalle finestre, che nel 1454 costrusse e di-
pinse le vetrate della chiesa, andate perdute al-
l'epoca della ricostruzione parziale dell'edilizio. Per
lo stesso convento decorarono vetrate, nella seconda
metà del Quattrocento, un m.° Cesare, che dipinse
su una finestra dell'abside la testa del Salvatore,
Alberto e Gasparo da Modena e Giacomo d'An-
tonio (Demaniale-Olivetani di S. Michele in Bosco.
— Libri della fabbrica 1437-1500).

È notevole un atto del 22 agosto 1451, dell'Ar-
chivio notarile, che si riferisce al nominato m.° Giie-
rardino. Con quell'istrumento l'artista si obbliga
a costrurre in S. Petronio, nella cappella di Santa
Brigida, pulcherrimam et ornatissimam fxnestram
vitream, secondo il disegno eh' egli aveva già ese-
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