Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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MISCELLANEA

eius sutnmae denarioriim quam ipse petebat... com-
promettono la questione in due arbitri, facendo
loro obbligo prius consulere aliquem peritum picto-
rem de mercede praedicta.

Dagli atti del notajo Francesco Dalla Porta di
Serravalle, nell'Archivio notarile di Treviso.

D) 1542, 23 giugno. - In Serravallo. In domo
m.ri frane! pictoris de Mediolano.

Patti nuziali inter Pudicam Juvenem D."am Fau-
stinam filiam m.ri franeJ pictoris supra scripti et
Discretum iuvenem Joannem filium ser Joannis ma-
riae de pattis de Valle marenis. Il padre costituisce
alla figlia una dote di ducati 100; nell'atto inter-
viene il fratello della sposa « Dominus petrus pa-
ganus ».

E) 1542, 23 giugno. - In Serravallo. In domo
m.ri frane, pictoris... Ibique mag.r frane* pictor de
Serravallo cede Duo Petro Pagano eius fìlio omnia
jura et raciones quae et quas habebat... adversus
Bartholumeum q\ min] del molino de Solico Interve-
nientem nomine Luminariae dictae Villae nomine et
occasione Ducatorum septuaginta quos ab ipsa Lum.ri"
habere debebat prò residuo et complemento debiti et
solutionis ptallae constrnctae per ipsum magistrum
franc.m ut constat publico instromento scripto manu
ser Aut. Donati alterii not... (nell'Archivio notarile
di Treviso non esistono atti del notajo Alterio).

Si ha notizia delle seguenti opere tuttora esi-
stenti, segnate col nome di Francesco da Milano:

1° A Pieve di Soligo (mandamento di Cone-
gliano) nella Chiesa Parrocchiale - tavola all'aitar
maggiore rappresentante l'Assunzione di Maria
Vergine cogli Apostoli, segnata « Francesco da Milan
ha fatt' opra 1540 », assai ritoccata e guasta spe-
cialmente nelle figure degli Apostoli ;

2° A Caneva (mandamento di Sacile) nella
Chiesa Parrocchiale, trittico rappresentante S. Se-
bastiano, S. Rocco e S. Nicolò, segnato « France-
sco da Milan A. D. P. 151? ».

È stato restaurato di recente dal prof. Bertoli
per incarico del Ministero, sopra proposta dell'Uf-
ficio di Conservazione dei Monumenti in Venezia*,
3° Nel Comune di Susegana (mandamento di
Conegliano), frazione di Collalto, in una Chiesetta
dedicata a S. Anna, quadro dipinto su pioppo,
molto guasto, rappresentante la Madonna incoro-
nata e recinta dagli Angeli, due dei quali le pre-
sentano il Divin Salvatore e il Battista, fanciulli.
In mezzo al quadro si legge: « Franciscus Paganus
mediolanens.. s faciebat MDXXXVIII ».

Crowe e Cavalcasene attribuiscono a Francesco

da Milano una tavola nella Chiesa di Porcia (man-
damento di Pordenone), da altri ritenuta opera
pregevole di Cima da Conegliano.

Quanto alla pala eseguita per la Chiesa di Colle
(doc. sub ^4), deve credersi che sia andata distrutta,
non esistendo, secondo mi fu riferito, in quella
Chiesa alcun dipinto che possa attribuirsi alla prima
metà del secolo xvi.

L'egregio notajo dott. Schiratti di Pieve di So-
ligo, dal quale ho avuto cortese comunicazione in-
torno alla tavola di Collalto, m'informa altresì che
a Soligo, nella Chiesa Parrocchiale, trovasi una ta-
vola senza nome d'autore, che rappresenta « La
Madonna incoronata dagli Angeli col Bimbo, S. Giu-
seppe e S. Antonio da Padova ; sopra la corona gruppi
d'Angeli recanti un vessillo colla croce». Raffron-
tandola coi dipinti segnati col nome del pittore
milanese, si potrà giudicare se è lecito ravvisarvi
la pala di cui ai documenti sub C ed E.

Dai documenti surriferiti e dalle leggende dei
suoi quadri è dato argomentare che Francesco da
Milano abbia passato la maggior parte della sua
vita nel Yeneto.

La circostanza che nel Concordium del gen-
naio 1502 manca l'indicazione del luogo di sua
residenza, fa pensare che da pochi giorni egli fosse
giunto a Serravalle o a Ceneda. e non avesse an-
cora fissata la sua stabile dimora in una o l'altra
delle due terre limitrofe.

Nei documenti esso compare ora col cognome
di Figini ora con quello di Pagano.

Figino è piccolo paese nei pressi di Milano
(frazione del Comune di Trenno ed uniti). E pro-
babile ch'egli o i suoi maggiori fossero oriundi di
colà, e si chiamassero per ciò comunemente col
nome di Figino o Figini. Tuttavia il vero nome di
famiglia doveva essere Pagano o Pagani ; a meno
di supporre — cosa inverosimile — la presenza
negli stessi luoghi, in epoche successive della prima
metà del secolo xvr, di due pittori milanesi, en-
trambi di nome Francesco.

Yi fu chi osservò che il guasto nella leggenda
del quadro di Collalto non lascia conoscere se si
abbia a leggere Mediolanensis o Mediolanenses, e
se sopra il secondo a di faciebat potesse esservi
una sigla, e ne dedusse che i pittori fossero due,
Figini Francesco e Pietro-Pagano, padre e figlio.

A mio avviso la congettura non ò ammissibile :
1° perchè nei due istromenti del giugno 1542
il figlio di Francesco viene designato col nome di
Pietro-Pagano senza alcun accenno alla sua profes-
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