Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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DI DUE MARMI

SOPRAVANZATI NELL'ANTICA CHIESA DI S. EUFEMIA D'INCINO DEL XIII SECOLO

E DI UN ALTARE D'ORVIETO DEL XII

el terzo fascicolo dell 'Archìvio storico lombardo del-
l'armo 1894 si è pubblicato, nell'intento di portare qual-
che luce sui caratteri della scultura arcaica lombarda,
la descrizione di un marmo coli'immagine in alto rilievo
di Sant'Ambrogio, la quale, mentre ricorda in tutto le
sculture consimili del grande Yescovo milanese, attri-
buite erroneamente al ix secolo, non può essere invece
anteriore al 1168.

Ognun vede di per sè quanta importanza abbiano
per la risoluzione dei molti quesiti tuttora insoluti in-
torno allo stato della scultura lombarda in quelle
epoche remote le attestazioni che ne forniscono marmi
e sculture aventi una data sicura; ed è appunto di
qualcuno di questi preziosi cimeli che ci occuperemo qui brevemente.

Due di essi appartengono alla vetusta chiesa di Sant'Eufemia d'Incino, nel Piano
d'Erba, e consistono in una piletta marmorea dell'acqua santa tuttora esistente in quella
chiesa e portante chiaramente la data del 1212, e in una specie di capitello, posto ora in
apposita nicchia al disopra della porta della chiesa stessa, portante l'effigie del Redentore
tenente aperto fra le mani il libro del Yangelo, e che sta ritto fra due palme di stile così
detto bizantino, sormontate entrambe dalla mistica fenice.

Intorno a questa Pieve d'Incino, di cui la chiesa testò menzionata era la sede princi-
pale, molto fu scritto, e ne tessè anzi apposita monografìa, fino da una cinquantina d'anni
or sono, Don Carlo Annoni, 1 ricordando il precedente manoscritto al riguardo d'un I3al-
dassare Paravicini, già segretario del Yicariato di provvisione di Milano, nel 1671.

Molto si estende l'Annoni intorno al copioso materiale epigrafico dell'antica Licinoforum,
e ricorda, fra l'altro, le due lapidi incastrate nell'alta torre a grossi pietrami d'Incino, e

di cui quella colle parole YCYNDI Y YRBICI riesce tuttora visibile stando a piò

della torre.

In minor numero sono le lapidi dell'epoca cristiana, e non manca l'Annoni di faro
menzione, con bastante esattezza, della piletta per l'acqua santa della chiesa d'Incino, attri-
buendola per altro ad opere di rifacimento dei sacri arredi, e non già ad avanzi della rico-
struzione, ex novo, della chiesa sul principio del xiii secolo, di cui ci rimane oggidì con-
servata, oltre ai due marmi testò citati, la torre campanaria.

1 Memoria storico-archeologica intorno al Piano d'Erba. Como, 1841.
Archivio storico dell'Affé, Serie 2*, Anno I, fase. IV.

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