Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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MATTEO SANMICHELI SCULTORE E ARCHITETTO CINQUECENTISTA

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di Torino nel 1584, 1 notò che «vidit oratorium ipsum parvum sed valde lionorificum et
non absque notabili impensa laboratum»; ma vi trovò tutto l'arredo indecente, eccetto il
« tabernaculo ligneo2 columnato et magna arte laborato, deforis aurato et decente».

Il Bucci, 3 fatta una descrizione dell'edilìzio, soggiunge che « Gieromino Della Rovere,
arcivescovo della presente città, 4— fece nella facciata esteriore di detto tempio tre quadri
al vivo dipingere », rappresentati i tre principali episodi della storia del miracolo, che sono
il furto, l'elevazione dell'ostia in aria e la sua ri posizione nel tabernacolo della Cattedrale.
Il vescovo Peruzzi, dopo la mentovata visita dell'oratorio, vide dal di fuori che la pittura
d'una delle arcate era guasta ed ordinò che si riparasse. 5

I tre archi della fronte, i quali in origine erano aperti e come tali esposti alle intem-
perie, furono dunque chiusi dopo l'anno 1564 e decorati di freschi. Rimane a indovinare
dove, dopo questi lavori, fosse situata la porta per la quale il pubblico aveva accesso al-
l'oratorio.

II Promis 6 vorrebbe che i tre archi stati allora murati fossero quelli del fondo, e che
cosi i freschi fossero nell'interno dell'oratorio. Ma non avvertì che il Bucci, autore contem-
poraneo, dice a chiare note che le pitture erano « sulla facciata esteriore », nò che il visi-
tatore Peruzzi osservò il guasto d'una delle storie dipinte soltanto dopo essere escito fuori
della cappella.

L'oratorio del Sanmicheli non restò in piedi che meno di 78 anni, cioè dal 1528, anno
in cui ne fu intrapresa, ma certamente non compiuta, la costruzione, sino al 1607. I decu-
rioni di Torino, in occasione della pestilenza del 1598, avevano fatto il voto d'innalzare sul
luogo stesso del miracolo una vasta e ricca chiesa, che fu poi cominciata nove anni dopo
su disegno del rinomato architetto orvietano Ascanio Yittozzi, ed è quella odierna del Corpus
Domini. Fu allora che venne distrutto il piccolo ma egregio edilìzio del Sanmicheli, nel
quale, come dice il Promis, era cosi bene associato lo sfoggio degli ornamenti ad una casta
e suprema eleganza, qualità ben poco apprezzate dalla presuntuosa iattanza di quell'età
iperbolica.

Ma con la distruzione del tempietto non andò perduta ogni memoria grafica di esso,
poiché ne rimasero i due disegni di Matteo, dai quali derivò poi un'incisione a bulino inserta
nella magnifica opera Theatrum Statuum Sabaudiae Ducis1 e nelle traduzioni di essa in
francese ed in olandese. Quell'incisione ha per titolo: « Sacra aedicula ubi peregrina mirifice
substitit hostia, nunc in augustiorem basilicam ampliata ». Nel testo dichiarativo di Pietro
Gi off redo, dopo la narrazione del miracolo, si legge : « Sed oculare praesertim monumentimi
suis civibus obiecit urbs piissima, marmoreum nempe hoc sacellum, eodem in loco ubi au-
gustissima Hostia substitit, fervente opera atque eleganti opere stabilitimi. Angustimi illud
quidem, utut loci angustiae permisere; sed augusta magnifìcentia et singulari architecto-
nicae artis elegantia amplissimum. Extructa erat iIla moles e marmore Pario candidissimo,
triplice fornice, corinthiis interpolata columnis ex omnibus exquisitioris sculpturae operibus
adspectabilis. Singulis autem fornicibus singulae historiae illins argumenta industri expressa
penici Ilo visebantur ».

Le pitture accennate nelle ultime linee del passo or citato sono quelle di cui già ho
fatto parola, e chi volesse avere un'idea sufficiente della loro composizione non ha che ad
esaminare la detta incisione nel Theatrum.

Il Promis 8 scrive che l'artefice che eseguì il disegno destinato a servir di modello alla

1 Ai'chivio dell1 arcivescovado, Visite. 1584, t. I,
fol. 11. — Chiuso, La Chiesa in Piemonte, 1.1, pag. 304. —
Sanna Solaro, Il miracolo eucaristico, pag. 15.

Non sarebbe questo mai il tabernacolo costrutto
da Antonio Trucchi da Beinasco?

3 II solenne battesimo di Filippo Emanuelle, ecc.;

edizione di Torino, 1587, fol. 26.

4 Tenne la diocesi dal 15(54 al 1592.

5 Sanna Solaro, pag. 15.

6 Op. cit., p. 60.

7 Amsterdam, 1682, Eredi Blaeu, t. I, pag. 27.

8 Op. cit., pag. 63.
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