Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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298 ALESSANDRO YESME

fatto un'ispezione a tutte le fortezze del Milanese, come vorrebbe il Vasari, ma visitò sol-
tanto le piazze più importanti fra quelle minacciate dai Francesi. •

Fu, senza dubbio, nel tragitto da Alessandria a Novara, vale a dire nel marzo o nel-
l'aprile del 1531, che Michele Sanmicheli passò per Casale. Il Yasari non dice se Matteo
si trovasse allora in quella città, ed abbia così potuto far vedere egli stesso all'illustre suo
collega e parente le opere d'architettura e di scultura ch'egli vi aveva condotte. È permesso
il dubitarne, ove si consideri che in quegli anni il Sanmicheli doveva accudire ad impor-
tanti lavori a Torino ed in Sai uzzo.1

XY.

Claudio Seyssel, arcivescovo di Torino, è sepolto nella sacrestia della sua Cattedrale, in
un monumento che, quantunque manchino documenti, non è grande audacia l'ascrivere a
Matteo da Porlezza, tanti e tali sono i rapporti ch'esso ha con le opere di costui sin qui
passate in rassegna.

La statua del prelato, modellata in modo magistrale, è stesa orizzontalmente in una
nicchia sull'alto del mausoleo. Il basamento contiene nella parte di mezzo l'epitafìo, e nelle
due parti laterali due targhe, sulle quali prima della Rivoluzione francese 2 era figurato lo
stemma dei Seyssel. Nello zoccolo vi è pure, come nel sepolcro del vescovo Tebaldeschi a Ca-
sale, un teschio posato sopra un vaso o fonte; ma qui havvi in più una fenice sul rogo, simbolo
accettato dal Cristianesimo per significare la risurrezione della carne. Sopra un nastro svo-
lazzante leggonsi le medesime parole che già trovammo sul sepolcro del Gambéra: « rvrsvm
circvmdabor pelle mea ». L'epitafio dice:

claydio seyssello lydoyici
xii. fracor. regis a request.

magro et pro eodem ad oes
fere christianor. principes
oratori eloqventiss. layden.

administratori massiliae
presyli tavrinor. archiepo
iy. consvltiss. atqye hviys
sacelli fondatori collegivm
canonicor. pientiss. pri. p.

obiit pridie cal. iynii. m. d. xx.

La famiglia dei signori di Seyssel, che ancor fiorisce, è una delle più cospicue della
Savoia, ed il padre di Claudio, che si chiamava Claudio esso pure, ebbe l'eccelsa dignità
di maresciallo di Savoia; ma all'altezza della stirpe del futuro ambasciatore del re di Francia
ed arcivescovo di Torino non corrispondeva la regolarità dei suoi natali, essendo egli figlio
illegittimo del detto maresciallo.3 Nacque nel 1450 ad Aix in Savoia, feudo del padre suo,
studiò giurisprudenza in Torino, portò per quache tempo le armi, e poi insegnò leggi nel-

1 In un articolo di Breton nella Biografivi e univer-
selle di Firmin-Didot, XL11I, 235, si legge che Michele
Sanmicheli, nei suoi lavori a Venezia, a Verona, in
Oriente, ecc., « avait été puissamment aidé par son
cousin Matteo Sanmicheli ». Credo che il Breton reste-
rebbe aSsai imbarazzato se gli si chiedesse donde gli
venga quella notizia.

2 Un decreto del Governo provvisorio, in data di To-

rino 11 dicembre 1798, proibì l'uso degli stemmi gen-
tilizi, ma non ne prescrisse espressamente la rimozione
o l'abrasione dai pubblici monumenti. Tuttavia, forse
in esecuzione d'altra legge o d'ordini verbali, moltissimi
furono gli stemmi allora distrutti in Piemonte.

3 Yi fu chi sostenne, ma con deboli argomenti, che
il nostro Claudio nacque da giuste nozze.
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