Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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314 ALESSANDRO VESME

dato dal Muletti come esistente nel chiostro del convento di San Giovanni; ed era quello
del giureconsulto Gaspare Baldo, fattogli innalzare nel 1520 dalla moglie Sebastiana Provana.

XXIY.

Alla distanza di nove chilometri da Saluzzo v'è la terra di Revello, un tempo, grazie
alla sicurezza delle sue fortificazioni ed all'amenità del sito, residenza favorita dei marchesi
di Saluzzo. Questo borgo possiede una chiesa collegiata fondata negli ultimi anni del se-
colo xv1 ed abbellita da una grandiosa porta di marmo, della quale, chi s'è formato un
concetto della maniera del Sanmicheli, può con verosimiglianza crederlo autore. Essa ha in
particolar modo molta relazione con la porta di casa Cavassa in Saluzzo, come salta agli
occhi di chi esamina gli zoccoli delle lesene e gli orecchioni del finimento.

Un'altra particolarità di questa porta è che, quantunque abbia scolpita la data
« m.d.x.x.x.iiii », e sia perciò una delle ultime creazioni del Sanmicheli, nessun altro
lavoro di questo artista rivela così palesemente la maniera d'architettare della scuola di
Pietro Lombardi e dei suoi figli. La si confronti, ad esempio, con la tomba del doge Pietro
Mocenigo nella chiesa di San Zanipolo a Yenezia, e si troverà che passano fra i due monu-
menti rilevanti somiglianze, specialmente nelle due grandi lesene laterali, decorate con statue
a tutto rilievo, collocate entro nicchie sovrapposte. Una variante, giustificata dalla diversa
natura dei due edilizi, introdusse il Sanmicheli nella lunetta della sua porta di Revello,
scolpendovi un bellissimo altorilievo rappresentante la Yergine Maria col Bambino.

XXY.

Accanto alla collegiata di Revello havvi una casa guarnita d'una porta di marmo
bianco, sul cui fregio si legge: ferme et droictz. Il tipo di essa è simile a quello delle
porte della casa Cavassa e della sala del capitolo in San Giovanni a Saluzzo, e perciò la
comprenderò volentieri fra le opere del Sanmicheli.

• Suppongo che le parole ferme et droictz fossero il motto della famiglia che nella
prima metà del Cinquecento era proprietaria della casa, sebbene il Muletti2 affermi che
quella era non una casa privata, ma la dogana marchionale.

Nell'antica cappella del palazzo marchionale di Revello sonvi tre chiavi di volta di
marmo e con gli stemmi di Saluzzo e Foix. Sonvi pure due capitelli, in ciascuno dei quali
è figurato un vaghissimo angelo adolescente che porta i detti stemmi. Sì le une che gli altri
hanno qualche analogia col fare del Sanmicheli, ma non quanta basti per dirnelo autore.

XXYI.

Sin qui, descrivendo le porte di marmo ch'io reputo scolpite da Matteo Sanmicheli, mi
sono a bello studio astenuto dal parlare delle imposte di legno in esse contenute. Ora, alcune
di queste,3 meravigliosamente intagliate a rabeschi, figure umane, forme geometriche, ani-
mali, frutti, fiori, stemmi, mostri, vasi ed altri soggetti, mi sembrali formare con le parti

1 Muletti, tomo V, pag. 154, 269 e 339.

2 Tonio V, pag. 223.

3 In Piemonte, dove l'arte ebbe sempre un carattere
pratico anzi che astratto, s'incontrano molte belle porte

antiche. Alcune di esse furono dal professor Riccardo
Brayda pubblicato (50 fototipie in fol.) sotto il titolo:
Porte Piemontesi dal XV al XIX secolo; Torino, Char-
vet-Grassi.
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