Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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318 ALESSANDRO YESME

« Marmo nero ondulato, con lievi macchie di bigio scurissimo, ed attraversato da filetti
di marmo bianco: riceve un'ottima levigatura.

«Marmo bardiglio, a macchie sfumate ed indecise: riceve un mediocre pulimento. Esso
trovasi nella regione detta delle Calcinere.

«Marmo bigio scuro, attraversato da vene di spato calcareo bianco: riceve una bella
levigatura. Si rinviene nella stessa regione. Tutte le suddette cave di marmo non vennero
più coltivate da cinquant'anni in qua,1 e sono sepolte sotto le rovine dei terreni superiori.

«Marmo bardiglio colle macchie a linee parallele: riceve difficilmente una bella levi-
gatura. Della regione delle Calcinere.

«Marmo bardiglio a macchie incerte: non riceve pulimento. Della medesima regione.

«Marmo bianco, translucido, saccariuo. Trovasi coi due bardigli precedenti. Al fianco
rivolto a tramontana, ed in prossimità della borgata che si appella delle Calcinere Inferiori,
trovasi una cava di marmo bardiglio che passa dal bianco al bigio, venato di striscie bigio-

turchine: giace essa in un fondo del signor Francesco Andrea Bianco Questa cava è

attualmente 2 coltivata dal signor Bianco proprietario di essa».

Da alcuni anni le cave delle Calcinere furono abbandonate, non perchè sia venuto a
mancare il minerale, ma perchè la coltivazione più non era rimunerativa.

È tradizione, confermata dalle parole del Casalis, che nei secoli passati l'estrazione si
facesse da una parte diversa da quella donde fu fatta in questi ultimi anni, ma che, forse
alla fine del passato secolo, una gran frana abbia otturato la parte antica, obbligando i
minatori ad aprirsi un'altra via per giunger sino ai marmi.

M'avrebbe sorpreso che Matteo Sanmicheli, dopo essersi compiaciuto a fregiare pompo-
samente del suo ritratto e d'una poco modesta iscrizione la propria casa, non si fosse anche,
seguendo la consuetudine di molti artisti di quell'età, mostrato liberale di qualche suo la-
voro verso la chiesetta del luogo. Ed effettivamente la parrocchia delle Calcinere Inferiori,
dedicata a Sant'Antonio, ha nella sua facciata produzioni indiscutibili delia mano di Matteo,
cioè gli stipiti della porta e tre ornati.

Le dette sculture si trovavano nell'antica parrocchia, ora distrutta, dalla quale furono
trasportate in quella presente, che fu innalzata verso la metà di questo secolo.

Di questo fatto va data gran lode a quegli alpigiani, come pure dell'aver essi sempre
saputo resistere alle offerte di chi per qualche denaro vorrebbe spogliarli di quelle preziose
memorie.

Uno degli ornati è murato sopra il portale e serviva anticamente di cornice a qualcosa,
forse ad uno stemma del Sanmicheli.

I due altri sono infissi nel muro a ciascun lato del portale. La loro forma dimostra
chiaramente che in origine non erano destinati a decorare l'esterno di un edifizio; ed in-
fatti chi legge le iscrizioni in essi contenute — l'una delle quali è: aqva benedicta
extingrve delicta nostra, e l'altra: per hvjvs aqve tactvs deleantvr demonym actvs —
capisce subito che questi sono frammenti di un fonte battesimale.

Oltre le mentovate opere non rinvenni alle Calcinere altro di attribuibile al Sanmicheli
che forse uno stemma, incastrato nel muro d'una casa che dà sulla strada di Crissolo, dei
Tapparelli conti di Lagnasco, poi marchesi d'Azeglio. Yi si legge: mater dei memento mei,
motto di quest'insigne famiglia.

Qui voglio notare un curioso particolare. Appresi da un abitante delle Calcinere che
vi sono colà due famiglie il cui cognome è Re, e che per distinguerle l'una vien chiamata
Ile-Cocco e l'altra Re-Porlezza. Il nome della patria di Matteo Sanmicheli aggiunto a quello
d'una delle famiglie del luogo dov'egli teneva casa ed aveva importanti interessi non è forse
un indizio che questi Re-Porlezza discendano, per linea di donne, dall'illustre scultore lom-

1 II tomo XIV del Dizionario geografico fu pubbli-

cato nel 1846.

2 Vedi la nota precedente.
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