Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

Seite: 340
DOI Heft: 10.11588/diglit.19207.33
DOI Artikel: 10.11588/diglit.19207.34
DOI Seite: 10.11588/diglit.19207#0349
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1895/0349
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
340

domino Johanne fìdeiussit praefatus magnificus dominus Bernardus ac prò dicto domino
hieronimo Reverendus dominus presbiter Joannes Franciscus Cattanaeus filius quondam do-
mini Joannis Antonij et prò dicto domino ludovico promissit Petrus Franciscus del Canta
filius quondam domini Baptistae videlicet quilibet eorum prò tertia parte ut supra in soli-
dum etc. renuntiantes etc. obligantes etc. iurantes etc.

« Et versus dicti domini pictores ut supra fuerunt confessi etc. habuisse etc. ibidem
praesentialiter etc. prò primo termino promisso solvendis etc. a me notario infrascripto dante
et solvente de denarijs Fabricae Sancti Bartolomaej habitis a domino Francisco Zapellono
Sindico dictae Fabricae etc.

« Testes magister Joseph de ragotijs filius quondam domini magistri Francisci Barberij
dominus Joannes Baptista pesantus brambille filius quondam domini Francisci liabitatores
civitatis Novariae noti etc.

« 1566 adì 14 de septembre in Novara

« Noii Giovani rapa ieronimo Yarolto et ludovicho Canta depintori confessammo aver
receputto da messer Francesclio Pilizaro da Borgomanero schuti vintiseii de oro per il primo
termini promisoni per li homini de Borgomanero per parte de la mercede de una ancliona
per noii promisa de fare comò per instrumento rogatto per detto Messer Francescho notaro a
li 2 del presento mese quali scutti vinti seii sono compresi in una confesione per noi fatta
rogata per il detto messer Francesclio nottar il di de ogi et in fede avemo sottoscritto la
presente poliza de nostra propria mano.

« jo ludovicho canta afermo corno de sopra
«jo Giovani rapa afermo come de sopra
« Jo jeronimo varolto afermo corno de sopra ».

*

* *

Da questa quietanza si rileva, che il Yarolto e il Rapa si erano tosto associati nell'opera
un altro artista, Lodovico Canta.

Di questi pittori altro non sappiamo, se non ciò che risulta dalle stesse carte sopra-
scritte, che cioè Giovanni Rapa era di Yarallo e figlio di Domenico, che Girolamo Yarolto
era figlio di un maestro Bernardino, forse pittore anch'esso o intagliatore, che il Canta era
figlio di un Marco Antonio e che tutti e tre lavoravano in Novara, tenendovi, probabilmente,
studio in società.

Così neppure sappiamo come i tre artisti si siano diviso il lavoro, e solo si può supporre
che il Yarolto v'abbia avuto la parte principale, per la sua firma monogrammatica, che
abbiamo visto sul coltello di San Bartolomeo.

Altre quietanze non fu possibile rinvenire negii inventari Pelizzari, quantunque dili-
gentemente ispezionati dal 1566 al 1573.

*

* *

Per più di un secolo il tritico costituì l'ancona dell'aitar maggiore della nostra chiesa,
la quale era allora un grazioso edifizio lombardo, come ancora appare dal campanile e da
alcune vestigia dell'abside. Fu poi trasportato al luogo ove ora si trova verso il 1680,
nel quale anno appare terminato il presente aitar maggiore, ordinato da un Giovanni Bat-
tista Pagani all'intagliatore Antonio Pini di Bellagio, mediante contratto del 1667. Forse
di questo Antonio Pini è anche il basamento coi quattro puttini, su cui fu posato il tritico
nella Scuola, come si potrebbe credere per l'apparente r.nalogia di maniera, o, meglio, l'autore
del basamento è forse quel Giorgio Zanobio, intagliatore allora residente in Borgomanero,
secondo la citata memoria di Carlo Antonio Molli, e forse il Zanobio altri non era che un
loading ...