Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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NINO E TOMMASO PISANO

entre a Pisa l'arte per opera degli allievi o seguaci di
Giovanni conduceva vita stentata, a Firenze Andrea
Pisano, sotto la disciplina di un gran pittore, Giotto, le
impresse nuovo e più vitale avviamento, e raggiunse
per merito di così cliiaro artefice, nella forza dell'espres-
sione e nella verità della rappresentazione, quella meta
che a nessun altro era mai riescito toccare.

Scrive il Vasari che « essendo ancor giovane, fece
Andrea alcune figurine di marmo a Santa Maria a
Ponte»; ma noi abbiamo già illustrato l'unico lavoro
che in questa chiesetta è credibile resti di lui, cioè
quella Tergine col Figlio, che stava sulla gugliacentrale,
fra due angeli che posano su quelle laterali;1 e lo stesso

Vasari ci dice, che di Andrea rimase Nino suo figliuolo, il quale attese alla scultura , « e che

si può dire cominciasse veramente a cavare la durezza de'sassi e ridurgli alla vivezza delle

carni, lustrandogli con un pulimento grandissimo».2 E poiché a Pisa rimangono molte opere
di Nino veramente notevoli e pienamente giustificanti l'elogio dello storico aretino, illustreremo
i vari lavori a lui assegnati insieme con quelli, meno artisticamente pregevoli, del fratello
Tommaso.

I.

Le prime notizie che si hanno di Nino sono del 1330, quando in unione col padre
lavorò alla celebre porta del San Giovanni di Firenze. La parte ch'egli vi ebbe è difficile
a stabilirsi, e se da un lato non bisogna correr troppo nel l'accordargliene una maggiore di
quella ch'ei possa effettivamente aver avuto nel magistrale lavoro, non bisogna neminen
credere che solo per desiderio di soddisfare l'amor proprio del figlio abbia il padre voluto
apporvi il nome di Nino insieme col suo. Ma piuttosto che perderci in inutili congetture,
le quali non potrebbero portarci a nessuna pratica conclusione, ricerchiamo nei documenti
le notizie che al nostro artista si riferiscono.

A Orvieto, per l'Opera di quella Cattedrale, sino dal 1347 il padre Andrea era capo-
maestro, ma di lavori ricordati col suo nome, scrive il Fumi, non sappiamo rinvenire le
traccie, sebbene il Milanesi attribuisca ad Andrea la Vergine col Figlio seduta in trono,
che ò sulla porta di mezzo della chiesa, e il Cavalcasene confermi l'attribuzione. Nessuna
notizia egualmente di lavori eseguiti da Nino, il quale sappiamo ai servizi del Duomo

1 Archivio Storico dell'Arte, anno VI, fase. V. La

statua si trova ora nel Museo Civico e sulla cuspide vi

fu posta la copia.

2 Vasari. Ed. Sansoni, voi. I, pag. 494.
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