Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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45G GIULIO CAROTTI

che abbiam veduto che il Foppa attendeva a quest'ancona nel 1489 (e vedremo che la terminò
nell'anno susseguente) e che quindi egli era già in avanzata età, ed avremmo un certo con-
trasto tra questa sua maniera giovanile ed i grandiosi suoi lavori dell'età matura; ma l'ancona
ci riserva altre singolarità di cronologia di stile, delle quali cercheremo poi, in ultimo, la
ragione.

Le due tavole quadrangolari della zona che corre al disotto ci recano difatti un'im-
pressione di meraviglia per il loro stile affatto diverso. Le figure sono intere. Nella tavola
di sinistra abbiamo San Girolamo, il quale, la destra appoggiata sul collo del leone, e,
tenendo il libro colla sinistra, legge ad alta voce a papa San Gregorio Magno, che atten-
tamente lo ascolta. Nell'altra tavola è Sant'Ambrogio, che, tenendo colla destra lo staffile
e colla sinistra il libro, legge a Sant'Agostino, che, tutto serio, ascolta e pensa. Direi'im-
pressione di grandiosità, di imponenza di queste quattro figure, non basta: la loro ripro-
duzione (fig. 2a e 3a) riescirà assai più eloquente. La
figura burbera di papa Gregorio, con la sua tiara, i
sontuosi abiti pontificali, la sua croce, è di un effetto
straordinario; l'espressione è profonda; si vede davvero
una grande personalità; tutto un passato di riflessioni,
di studi, di pensieri e di azione, che ascolta e riflette.
Le due figure di Sant'Ambrogio e Sant'Agostino fanno
meraviglia, la prima per l'aspetto austero, maschio,
equilibrato, grandioso; l'altra, per l'aspetto pieno di
acume e intelligenza non che di slàncio della fede, come
appare dall'atteggiamento, dagli occhi vivissimi e dal-
l'espressione ascetica, filosofica del viso. Notevole la ric-
chezza della tiara, del fermaglio e del manto di San Gre-
gorio, con dorature e pietre in rilievo colorate; il tocco
Fig. 6a. - Medaglia di Giuliano della Rovere verde nerastro e secco del mantello di Sant'Ambrogio;

l'ampio manto di broccato d'oro con cappa e risvolti
indigo di Sant'Agostino. Il disegno è largo, potente, incisivo; il colorito robusto, intonato; lo
stile, come dissi, di una meravigliosa grandiosità; l'impressione della più alta imponenza.
Questo è il Foppa, che risponde alle magnifiche lodi del Filarete e del Yasari!

Nella zona che abbiamo inferiormente, e che è la più alta (il primo piano per così dire di
questa composizione architettonica di pitture), la pittura nella parte centrale intiepidisce assai
la nostra ammirazione; la grandiosità del concetto e dello stile, la scioltezza degli atteggia-
menti delle figure, il colorito vigoroso e di forte armonia si dileguano; troviamo una buona
Maestà, od immagine di venerazione del Quattrocento, e nulla più; eppure questa era la parte
che doveva premere maggiormente all'artista, la parte centrale e più importante dell'ancona
e quella in cui era stato chiamato ad introdurre il ritratto del munifico e potente donatore!

Cotesta tavola centinata è la maggiore di tutte per dimensioni: è alta 2 metri e larga
75 centimetri (fìg. 4a). La Madonna siede in un trono, tenendo sul ginocchio destro il Bam-
bino ed appoggiando la mano sinistra sul libro. Sull'alto della spalliera del trono stanno
tre angioli musicanti ed altri due sui bracciuoli. A destra poi della Madonna e del Bambino
(cioè a sinistra di chi osserva) un angiolo presenta al Bambino il cardinale Giuliano della
Rovere, il futuro papa Giulio II, inginocchiato, con a terra il cappello cardinalizio. Nel basso
della tavola corre, in due righe, l'iscrizione:

ANNO SALYTIS . 1490 DIE Y AVGYSTI : IYL . EPS . OSTIEN . CARD . S .

P . ADYINCYLA . MAIORA . NITENT . YICENCIYS PINXIT .

Questa iscrizione è l'unica prova che la tavola sia stata eseguita a spese di Giuliano
della Rovere, il quale era in allora vescovo ostiense e cardinale di San Pietro in Vincoli,
e contraddirebbe in parte alla tradizione riportata dall'Alizeri che le spese fossero invece
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