Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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RECENSIONI

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nella prefazione come riuscisse a comporre una
collezione di smalti bizantini, che può considerarsi
la più importante d'Europa; come ne abbia diretto
lo studio e la pubblicazione splendidissima, per
compiere un voto degno di un figlio della Russia,
vissuto sin dalla infanzia in mezzo alle tradizioni
bizantine, e persuaso quindi che l'arte della sua
nazione si colleghi con quella dell'Oriente e di
Bisanzio. Già Jean Schulz pubblicò per invito di
lui un piccolo volume col titolo: Die byzantini-
schen Zellen-Emaiìs der Sammlung Zwenigorodsko'i
(Aachen, 1884); e poscia diede maggiore ampiezza
alle ricerche interrotte da morte. Il promotore delle
ricerche, per rendere omaggio alla memoria dello
Schulz, fece stamparle nel 1890 a Francoforte; e
intanto incaricava il Kondakow a scrivere un nuovo
libro con più larghezza e profondità di criteri, anzi
una istoria dei procedimenti tecnici degli smalti
bizantini. E il celebre professore dell'Università di
Pietroburgo, viaggiata l'Europa e il Caucaso, ve-
duto co' propri occhi i tesori degli smalti bizantini
ancora conservati, li passò tutti in rassegna nel-
l'opera ora resa di pubblica ragione. Studiato gli
smalti presso gli antichissimi popoli, poscia presso
i Greci, gli Occidentali nell'epoca romana e nel-
l'età barbarica, l'A. mostra l'origine persiana e
asiatica degli smalti europei nel medio evo, e de-
termina l'origine degli smalti bizantini. In un se-
condo capitolo esamina i monumenti di smalto bi-
zantini fabbricati sino al principio del xiii secolo,
e cioè al saccheggio del 1204 subito da Bisanzio.
Sin da quel tempo gli smalti non si esportarono
quasi più dalla città che ne aveva fornito il mondo,
e si andarono costituendo qua e là per l'Europa
fabbriche indipendenti. A tale punto l'A. lascia,
troppo recisamente, di parlare dell'arte dello smalto
bizantino, per darci il catalogo razionale delle opere
costituenti il gabinetto del suo mecenate, e per
applicare le osservazioni fatte sullo svolgimento
dell'arte dello smalto. E un'opera magistrale, che
solo si poteva ottenere col concorso ad uno stesso
scopo dell'amatore e dello scienziato, della ricchezza
degli averi e dell'erudizione. Peccato però che la
decorazione sfarzosa del libro non sia di troppo
buon gusto, e che l'arte bizantina serva ad effetti
teatrali ! Non basta versar l'oro a piene mani per
ottenere la bontà d'una cosa.

A. Venturi.

Allgemeines Kiinstler-Lexicon. Leben und Werke der
beriihmtesten bildenden Kiinstler. Dritte umgearbei-
tete und bis auf die neueste Zeit erganzfce Auflage,
vorbereitefc von Hermann Alexander Miiller, heraus-
gegeben von Hans Wolfgang Singer. Erster ITalb-
hand (Aachen-Cossin); Zweiter Halbband (Costa-Eyt).
Frankfurt a M. Literarische Anstalt, Riitten & Loe-
ning, 1895.

Che un dizionario degli artisti sia una neces-
sità, ogni di più sentita, ò un fatto indiscutibile;
ma che serva al bisogno una nuova edizione di un
libro già non rispondente alle ricerche moderne e
allo stato della critica d'arte è discutibile assai.
Quantunque il nuovo editore vi abbia fatto corre-
zioni e aggiunte notevoli, pure sono rimaste nel
libro notizie e indicazioni non rigorose, lacune non
poche, errori parecchi. Ad esempio: Agostino di
Duccio è detto scolaro di Luca della Robbia, e tra
i suoi lavori non è indicato il principale, cioè la
decorazione del tempio Malatestiano a Rimini; l'A.
fa erigere a Matteo de' Pasti,sul disegno dell'Alberti,
il tempio stesso, mentre Matteo, miniatore e meda-
glista, non ha che riprodotto sur una medaglia la
grande opera architettonica; assegna a Fra Car-
nevale il quadro nella R. Galleria di Brera in Mi-
lano e l'altro nella chiesa di Santa Maria delle
Grazie presso Sinigallia, opera di Piero della Fran-
cesca; fa discendere ancora il Correggio da An-
tonio Bartolotti degli Ancini, e gli attribuisce la
così delta Zingarella del Museo di Napoli, copia
carracesca del maestro. Di Benedetto Antelani non
accenna la grandiosa opera a Borgo San Donnino,
nè dell'Anselmi il capolavoro a Reggio d'Emilia.
Di Ansuino da Forlì discorre come di uno scolaro
dello Squarcione, quantunque nella chiesa degli
Eremitani si mostri sotto l'influsso di Piero della
Francesca. Fra le opere della giovinezza di An-
tonello da Messina, non tiene conto di quella splen-
didissima già presso il conte di Nortbrook, ora nella
National Gallery. A Guido Aspertini, parlando di
Amico Aspertini che ne è l'autore proprio, attri-
buisce l'Adorazione dei Magi nella pinacoteca di
Bologna; e a Lorenzo Costa alcuni degli affreschi
del palazzo di Schifanoia, nonostante che niuno
nomini più tale maestro in quel luogo. Cita ancora
come esistente nel palazzo Costabili a Ferrara il
ritratto di Baldassarre, che fu venduto moltissimi
anni fa, e che ora è irreperibile; dice incerte, al-
l'infuori di tre Madonne di Fra Barnaba, tutte le
altre, mentre a Torino, ad Alba, ecc., se ne tro-
vano contrassegnate dalla firma autentica del pit-
tore. Ma bastino questi cenni, perchè si veda che
l'A., nonostante le buone intenzioni, non ha fatto
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