Ficoroni, Francesco de'
I Tali Ed Altri Strumenti Lusorj Degli Antichi Romani — Roma, 1734 [Cicognara, 1651]

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DEGLI ANTICHI ROMANI. 89

Quello poi, che ho detto essere di cristallo
di monte, per esser di piccola mole, sembra d'esser
potuto servire ancora nel giuoco ; e che perciò quelle
lettere non steno loltanto proprie de5 Tali votivi, ed
allustve alla dedica. Nè iàprei però dir giusto ciò,
che stgnificano . In tali cose st va assai alsoscuro ; e
pare a me, che st laccia ciòs che nel giuoco detto da
Polluce, Mufca sEjnea-, e noi la diremmo Gattacie-
ca, in cui colla benda agli occhi si va cercando chi
prendere ; e beato chi non prende prima col capo uno
tìipite, che colle mani un compagno. Mufca EEnea.
Fajcia puen aluujus oculos obligant j (j hìc quidem
convertitur cìamans, FEneam <venabor ìs/ìufcam ; hi
ncerò rejpondent, uenaberis j fed non capies y interim
sunicuìis ipfum ccedunt, usque dàm aìiquem arrìpuerit.
Pure per dir qualche cosa coerentemente al già detto
stimo, che st racchiuda in quella cifra una o invo-
cazione della Fortuna, o preghiera alla medestma,
e fors'ancor 1 una, e l’altra. Al dir di GiovenaIe_»
non mancavano a’ suoi tempi uomini, che avevano
ridotto alla sola Fortuna il numero delle loro Deità
Sat- 13-

Sunt qut in Fortun<s )am caftbus omnta ponant ;

Et nullo credunt Mundum reclore mo'-veri

TSLatura uoo/vente uices, (j ìucis, (j anni.

Sempre poi i Gentili molto in essa confidaro*
no ; e perciò tanti furono i Templi a lei eretti,
tanti i nomi a Iei dati conforme la varietà de’ suc-
cessi. Perciò 'ancora nel giuoco, dove credevano,

O che
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