Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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LA NECROPOLI PRIMITIVA

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rica, perforati a guisa di perle; moltissimi pezzi di
cerchielli fatti di laminette ravvolte a spira (') del
diarn. di 4 centim. circa. Il pezzo più conservato ha
14 giri spirali; altri conservano 3 o 4 giri.

Moltissimi altri oggetti di bronzo, frammisti ad
alcuni di ferro e anche d' osso si rinvennero conglo-
merati insieme in masse informi: ossidati e guasti,
probabilmente per l'azione del rogo, in guisa da rie-
scire irriconoscibili (-).

Rammento in ultimo varie foglie d' oro, che ser-
vivano già di rivestimento di qualche altro oggetto
d' ornamento non definibile ; quattro di coteste foglie
hanno forma circolare e sembrano aver spettato a di-
schetti di bronzo, usati nel periodo di Villanova ad
uso di bulle per monili (3). All' esistenza nella tomba
di una collana accennano, come abbiamo visto sopra,
anche i pendaglietti di bronzo di forma sferica.

La tomba della Badia per la bella e cospicua sup-
pellettile, ond' è fornita, occupa nella serie delle tombe
dell' età di Villanova dell' Etruria un posto notevo-
lissimo.

Considerati i tipi degli oggetti scoperti e tenuto
conto dei riscontri, che abbiamo sopra instituito con
oggetti simili d'altra provenienza (alludo segnata-
mente alle fibule e alla fiasca di bronzo), possiamo
argomentare che la tomba stessa è da mettere in-
sieme con quelle appartenenti al pieno svolgimento
della civiltà di Villanova. La stessa sua conforma-
zione tettonica a cassettone e la presenza dello ziro
fanno pensare ad età relativamente avanzata.

Non diciamo con ciò che spetti allo stadio più
recente ; chè anzi la mancanza di tipi seriori di fibule
(a staffa allungata) e soprattutto di vasi d'altra
sorta da quelli d'impasto artificiale nerastro richiama

(') Fili avvolti a spira si ebbero anche a Volterra nella
tomba illustrata dal Chierici, Bull, di paletn. ital., II (1876),
tav. V, fig. 6, lett. d, e; cfr. p. 152. Su coteste spirali cfr. del
resto Ghirardini, Notizie 1881, p. 359; 1882, p. 151, 173;
Gsell, Fouilles, p. 289 e seg.

(2) Anche nella predetta tomba volterrana pubblicata dal
Chierici, Bull, di paletn. cit., II, p. 152, si trovò un u gruppo
di vari oggetti ossidati insieme ».

(3) Sono frequenti siffatti dischi nella necropoli corne-
tana, cosi in tombe a pozzo, come in tombe a fossa ; cfr. quelli
pubblicati da me : Notizie 1882, tav. XIII, fig. 1 e dall'Helbig,
Mon. dell'Inst., XI, tav. LIX, fig. 23. Vedi la bibliografia
presso Helbig, Ann. 1884, p. 122.

i tempi dello sviluppo ancora puro e schietto di quella
civiltà.

Questa tomba non è del resto la prima, nè la sola
dissepolta in quella zona dell' agro volterrano, che si
stende in prossimità dell' antico monastero. Un' altra,
di cui toccammo sopra, era tornata in luce un de-
cennio prima, e ne avea pubblicato e illustrato l'ar-
redo funebre il Chierici ('). Era stato riferito a lui
che gli oggetti provenivano da un ipogeo, o camera
sotterranea simile a quelle, ove si scoprono le urne
istoriate ; laddove è fuor di dubbio eh' erano usciti
da una tomba del genere di quella sopra descritta.
Questa provenienza fu posta in sodo nell' 85 dall' Un-
dset (2), a cui il sig. Angiolo Manetti, allora pro-
prietario della suppellettile, dichiarò che « trattavasi
di una tomba a pozzo scoperta per caso lungo la
costa del monte Bradoni » : che è quanto dire in vi-
cinanza e a nord-est della Badia. Quella tomba però,
giusta le informazioni date all' Undset dal Manetti
« doveva essere stata distrutta già da prima ; l'ossua-
rio doveva essere stato deposto in terra, perchè non
vi erano attorno tracce di pietre ». Mancano, come si
vede, ragguagli topografici determinati e precisi.

Per ciò che riguarda la suppellettile che vi fu
ritrovata, e che più tardi trovò pure degno colloca-
mento nel museo Guarnacci, rimando alla larga tratta-
zione del Chierici e alle notizie dell' Undset. È una
suppellettile di impronta più arcaica di quella della
tomba della Badia. Sono specialmente da notare due
morsi equini, un paalstab, un rasoio lunato (3). L'os-
suario è del tipo di Villanova e della precisa sagoma
di quello della tomba della Badia. Esso porta disegni
a graffito nell' alto presso il collo (angoletti a scalino)
e intorno al ventre (meandro) (4). È molto i-istaurato,
specialmente dal ventre in giù e serba nel lato più
conservato le attaccature di una sola ansa rotta, nè
si può dire se ne avesse in origine una seconda, come
1' ossuario della tomba della Badia (5). Alto m. 045 ;
diam. della bocca 0,20.

(') Bull, di paletn., I. p. 155-160; II, p. 149-157, tav. V.

(2) Ann. 1885, p. 39.

(3) Bull, di paletn. cit., II, tav. cit., fig. 5, 11, 12.

(<) Ibid., fig. 2. Cfr. Gsell, Fouilles, tav. suppl. D, fig. /, o.

(5) Nella riproduzione data dal Chierici si suppone il vaso
fornito di due anse ; ma quel disegno ricostruisce V esemplare
supplendone anche le parti mancanti e restaurate più tardi.
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