Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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LA NECROPOLI PRIMITIVA

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Ionia « non si rinvenne una tomba, mentre subito al
di fuori incomincia la vasta e ricca necropoli .... gre-
mita di sepolcri, i primi a pozzetto, quindi a fosse
circolari e rettangolari » , e che « la massima parte
di quei sepolcri spetta alla prima età del ferro » ,
traeva la deduzione, che « i tratti di mura poligonali,
che ancora si veggono, risalgono alla prima età del
ferro, cioè almeno dieci o undici secoli av. Cr. » {}).

Ora, accadendo a Volterra il contrario, poiché entro
al recinto tornarono in luce e tombe a pozzo e tombe
a fossa, possiamo per le mura di Volterra trarre con-
seguenze opposte e affermare che esse sono posteriori
e delle tombe a pozzo e di quelle a fossa, che trovansi
frammiste alle prime, e che toccano, come vedremo,
un' età abbastanza recente : il secolo VII av. Cr.

Vero è che nessun' altra città dell' Etruria aveva
fin qui dimostrato la esistenza di tombe entro al re-
cinto murato; ma, lasciando stare, che in alcuna di
quelle città non si fecero per avventura nell' area in-
terna accurate investigazioni, e pur ammettendo che
ivi manchi ogni vestigio di tombe arcaiche, tale man-
canza non costituisce niun valido argomento per provare
che i recinti sono anteriori alle necropoli primitive
scoperte all' esterno.

Così, se a Vetulonia entro alle mura non si eb-
bero tombe, e queste apparvero immediatamente di
fuori, si può a parer mio, congetturare tutt' al più che
sino dall' età, cui risale la necropoli arcaica, 1' area
della città poteva giungere al limite segnato dalle
mura (2); ma non se ne può inferire che queste fos-
sero già sin d'allora edificate. Niente ci vieta per
contro di credere che, come quelle di Volterra, siano
state erette in tempi posteriori.

Ma, se veruna città dell' Etruria ci offre esempio
del fatto, che abbiamo ora constatato a Volterra, un
esempio insigne e stringentissimo è fornito dalla Roma
primitiva, come il Barnabei ha già osservato, rendendo
conto sommariamente del nostro sepolcreto (3). È no-
tissimo che un gruppo di tombe scoperte nella zona

(») Bull, di Paletti., XXI (1895), p. 86-88.

(2) Nè del resto questa medesima congettura avrebbe una
grande probabilità; perocché non v'è ragione, mi pare, che
e' induca ad ammettere, la necropoli arcaica essere stata im-
mediatamente fuori dell'ambito della città, mentre poteva essere
ed era nel fatto spessissimo ad una certa distanza da essa.

(3) Notizie 1896, p. 179.

fra s. Martino e s. Eusebio, appartenente a quello che
Michele Stefano De Rossi chiama il secondo periodo
delle antichità primitive laziali, giaceva in uno strato
inferiore dell' aggere serviano ed era da esso inter-
secato (').

Per ciò che concerne il rapporto topografico fra
le mura e le tombe, non possiamo del resto lasciare
inosservato un altro fatto abbastanza singolare, che
si riscontra sul poggio della Guerruccia.

Si è avvertita ivi la esistenza di alcuni sepolcri
a grotta o a camera, incavati nel sabbione (cfr. la
pianta data dalla fig. 5, lett. l-q). Un altro sepolcro
consimile, si ebbe, come avvertii sopra, un po' più al
sud del poggio, presso la chiesa di s. Giusto.

Che t;osa sarà da pensare di queste tombe ? Disgra-
ziatamente quelle della Guerruccia non furono dili-
gentemente esplorate ; e i pochi saggi di scavo fatti
dal Bardini, giusta le notizie fornite da lui, non con-
tribuirono che a riconoscere le devastazioni, avvenute
in antico. L'ipogeo, che fu scavato accanto alla chiesa
di s. Giusto, come mi assicurò il sig. avv. Solaini, era
stato parimenti depredato in antico e si ritrovò inte-
ramente vuoto.

Mancando pertanto i dati, che avrebbe potuto for-
nire l'indole della suppellettile sepolcrale propria di
quegli ipogei, due sole ipotesi sono possibili intorno
ad essi : o erano della solita specie d'ipogei, onde è
sparso l'agro volterrano, e spettano ad età etnisca
tarda o ad età romana ; nel qual caso, non essendovi
ragione per credere che le mura presso s. Giusto e la
Guerruccia spettino a un periodo tanto inoltrato
converrebbe ammettere che in quel tempo la città di
Volterra si fosse di nuovo ristretta a più angusti confini
di quelli che occupava, quando fu primitivamente mu-
rata ; cosicché il poggio della Guerruccia con l'area
contigua a s. Giusto fosse abbandonata e riguardata
come posta extra moenia.

Oppure quelle tombe a camera risalgono ad età
più antica de' soliti ipogei : immediatamente successiva
a quelle delle tombe a fossa. E in tal caso conver-
rebbe riferire la costruzione delle mura etnische ad

(!) M. S. De Rossi, Bull, della Comm. arch. com. di Roma,
1885, p. 46-50; cfr. Mariani, Bull, cit., 1896, p. 8, 9.

(2) Nulla affatto accenna ad un allargamento che si sia
fatto della cinta originaria in quella parte del monte volterrano.
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