Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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POMPEI

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menti, essendo noto che dalla decorazione murale
campana sono assolutamente banditi i soggetti infer-
nali, mentre sono accolti con predilezione i soggetti
patetici, fra cui Aristotele (poet. 18) cita appunto il
supplizio d'Issione. Se dunque il luogo del supplizio
nel nostro dipinto non è l'inferno, cade la ipotesi del
prof. Man ('), il quale nella donna seduta ai piedi
di Giunone ed avvolta nell' ampio manto giallo rav-
visa un'anima che Hermes ha condotta nell'inferno
e che non serve ad altro se non ad indicare la lo-
calità. Chi sia quella figura femminile, certo non è
facile determinare ; si potrebbe pensare, vista la espres-
sione di dolore che il suo volto rivela, alla madre d'Is-
sione, che nel mito è anche nominata. La presenza di

Hera ritorna pure in un kantharos nolano {Nuove Mem.
d. Inst. cit.), e fa riscontro a quella di Zeus nella pit-
tura di un celebre vaso ruvese (Stephani, Die Vasen-
sammlung, n. 424), la cui azione, non ostante la pre-
senza della Erinni, ritengo che non abbia luogo nel-
l'inferno. Anche nel vaso ruvese, come nel dipinto
pompeiano, è presente al supplizio Iride, determinata
nel primo dal kerykeion e nel secondo dal nimbo.

Parete sud : Dioniso che ritrova Arianna (a. m. 1,13,
1. m. 1,03, fig. 28). Sopra una pelle di tigre distesa
al suolo, e coperta da una coltre verde giace sdraiata
Arianna, mostrando il dorso allo spettatore e avendo re-
clinato il capo sul braccio destro poggiato sul guanciale,
mentre abbandona sulla testa il braccio sinistro, la cui
mano tocca, con grazioso movimento delle dita, l'altro

(i) Roem. Mittheilungen, XI (1896), p. 52.

braccio. La bella dormiente, coronata di fiori azzurri
e coi biondi capelli che le discendono lungo la schiena,
adorna di armille auree alle braccia e al collo dei piedi,
giace con la testa a dritta e coi piedi a sinistra, avendo
la gamba sinistra piegata. Era interamente ravvolta in
un ampio manto giallo, orlato di celeste, che un satiro
ha sollevato per mostrare a Dioniso lo splendido dorso
nudo di lei. A dritta, cioè dietro il cuscino di Arianna,
sta in piedi Ilypaos, alato, cinto il capo di tenia celeste,
con corta veste di color rosa, orlata di bleu, con sottabito
verde e con alti calzari: tenendo con la sinistra un giallo
bacino, stringe con la dritta, protesa sul capo di Arian-
na, un ramoscello, col quale 1' asperge per infonderle il
sonno. Nel mezzo del quadro, nascosta in parte dal

lembo del manto di Arianna, è la figura del giovine sa-
tiro che la discopre : coronato di pino e tutto nudo, egli
ha sollevato con la destra il manto della dormiente, e
rivolgendo lo sguardo a Dioniso, alza la sinistra in atto
di grande meraviglia. A sinistra sta il dio, circondato dal
suo tiaso, e nel noto aggruppamento col satiro che lo
sorregge: coronato di edera e con mantello paonazzo,
che lascia scoperta tutta la parte anteriore della per-
sona, egli si appoggia con la sinistra al tirso piantato al
suolo, e abbandonando il braccio destro ad un giovine
satiro, che si sforza di sostenerlo, guarda estatico la
bella che dorme. Accanto al giovine satiro, che sorregge
Dioniso, vedonsi due satiretti, di cui l'uno è ingi-
nocchiato per ammirare più da vicino le forme di
Arianna. Altre due figure dionisiache si distinguono
accanto a quella di Bacco. A dritta, dietro un'alta rupe,
sulla cui sommità vedesi una torre, sporgono le teste
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