Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 8.1898

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UN VILLAGGIO SICULO PRESSO MATERA

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avevo sperato, di fronte ad una necropoli ricca di tombe,
e se il materiale rinvenuto in questi cumuli è quasi
insignificante, esso basta però ad accertare una cosa
di somma importanza per la conoscenza di queste pri-
mitive popolazioni del Materano, vale a dire la forma
generale delle loro abitazioni, ed il modo col quale
esse erano costruite.

di calcite spatica; un certo numero di frammenti della
solita ceramica; una grossa scheggia di calcare com-
patto grigio, molto duro, assai tagliente da una parte,
che potè servire come raschiatoio, benché non sia
accertato che fosse un istrumento ; infine, oltre a qual-
che scheggia silicea più o meno informe, le punte di
giavellotto e di freccia rappresentate nella fig. 3, dove

Fig. 3. 1:1

In uno di questi cumuli di pietre tondeggianti, e
propriamente in quello che è vicino alla tomba 2, si
trovarono pietre con tracce dell' azione del fuoco ; rozzi
cocci di ceramica di grossolano impasto rossastro-bigio,
mal cotta, fatta a mano e facilmente screpolarle ; in-
fine il grosso ciottolo di arenaria compatta qui rappre-
sentato (fig. 2), con sezione piana ottenuta per via di
fregamento, e che quindi avrà servito come frantoio
di una piccola mola a mano. Sotto i massi più piccoli
del cumulo erano posate orizzontalmente tre grosse
scaglie come per sistemare ed appianare il suolo roc-
cioso.

In un secondo cumulo ed in parecchi altri che
furono successivamente esplorati, si rinvenne sempre
qualche frammento della medesima ceramica, ovvero,
misti ad essi, frammenti fittili di un altro impasto
più grasso al tatto, e bruno anche alla frattura, con
tracce di migliore allisciamento e politura della su-
perficie; ceramica che troveremo poi adoperata nella
suppellettile delle tombe. Insieme coi frammenti fit-
tili fu quasi sempre trovata qualche piccola scheggia
silicea.

Due di questi cumuli offrirono maggior interesse
sia per i trovamenti, sia per la loro disposizione. Nel-
l'uno di essi fu rinvenuto un rozzo frantoio di macina
di breccia calcarea a piccoli elementi con cristallini

è indubitato il lavoro intenzionale e lo scopo di esso.
Sul tipo di queste punte, che sono assai rozze e quasi
si ascriverebbero all' epoca archeolitica, come pure
sulla loro relazione col materiale trovato nelle tombe
ed in una corsia-scarico esistente presso di esse, tor-
neremo a dire. Sopra questo cumulo, nella parte cen-
trale, era posata una grossa pila di tufo, rozzamente
squadrata, di cui non restava che il fondo.

L' altro cumulo di sassi, del quale diamo la pianta
(fig. 4) e la sezione (fig. 5), aveva al centro due bloc-
chi calcarei rozzamente squadrati, volti da nord-ovest
a sud-est, distanti fra loro m. 0,60, e lunghi ciascuno
m. 0,95, larghi m. 0,25, alti m. 0,55. Un po' fuori
centro, tolti i sassi che l'avevano ostruito e ricoperto,
apparve un foro praticato nel masso roccioso, del dia-
metro di m. 0,35, e profondo m. 0,40. Si rinvenne una
sola scheggia di selce, informe, ma in compenso nu-
merosi frammenti ceramici, fra i quali due colli di
piccoli vasi d' argilla rossastra non ben depurata, l'uno
con labbro obliquo ed espanso, 1' altro, a pareti assai
sottili, con labbro rivoltato orizzontalmente. Infine
l'ansa canaliculata riprodotta a fig. 6, di impasto
argilloso bruno a superficie lisciata e leggermente
lustrata.

Dai risultati di tale esplorazione si può ritenere
adunque fuori di ogni dubbio che questi cumuli ro-
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