Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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DI MONTEFORTINO PRESSO ARCEV1A

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sepolcreto dalla parte verso il poggio. La pietra
acquistava per dir così un carattere sacro, da quanto
essa doveva contenere nel suo interno.

Aggiunge probabilità a tale supposizione il con-
fronto che si può istituire con altra pietra simile
posseduta dal cav. Anselmi e da esso rinvenuta

Fig. 22. 1:9

in un podere distante pochi kilom. ad est di Ar-
cevia.

Dal cav. Anselmi non ho potuto avere notizie più
precise sul luogo del rinvenimento; ma egli suppone
che anche ivi esista un sepolcreto gallico, che, a suo
tempo, intende esplorare.

La pietra da lui posseduta e che in due vedute
è riprodotta nelle fìgg. 22 e 22bis, misura in altezza
ni. 0,81, in larghezza m. 0,27 ed in profondità m. 0,18.

È fatta essa pure a forma di pilastro terminante
alla sommità in due pioventi, dai quali nella faccia
più nobile (fig. 22) risulta una specie di timpano o
frontone triangolare, decorato di una cornice a tre mem-
brature ed ornato nel centro di un disco.

La parte inferiore del cippo, separata dal timpano
mediante un fregio di astragali, rappresenta sopra la
faccia nobile una porta chiusa a doppio battente,

ognuno dei quali è diviso in due specchi o riquadri
di diversa grandezza.

Sulla faccia opposta (fig. 22bis) osservasi un'aper-
tura circolare, la quale ricorda quella quadrata del cippo
Giampieri, tanto più che anch' essa è circondata da
una incassatura quadrangolare con quattro appendici

Fig. 22bis. 1 : 9

laterali, le quali formano una specie di croce. Ed in
ciascuna delle quattro appendici ovvi un foro desti-
nato a ricevere i capi di due asticelle metalliche che
disposte, l'ima verticale, l'altra orizzontale, incrocia-
vansi e trattenevano una lastra metallica, la quale
otturava l'apertura centrale circolare.

Ricordo semplicemente, senza però volervi rico-
noscere alcuna analogia, la lastra di chiusa di un
sepolcro di Pantalica, pubblicata dal prof. Orsi ('),
la quale nella faccia interna ha segnata in centro una
piccola e profonda croce. Osservo al contrario che la
rappresentazione di una porta a due battenti, divisi
ognuno in due riquadri e chiusa, occorre assai spesso
sui cippi sepolcrali etruschi e romani (2).

(') Monumenti antichi della R. Accad. dei Lincei, voi. IX,
puntata 1», p. 65, fig. 18.

(2) Durra, Die Baukunst der Etrusker, p. 84, fig 77.
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