Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 9.1899

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729 DI MONTEFORTINO

Nell'orecchino di Montefortino è notevole la coda
del toro marino trattata a torciglione e stretta presso
il corpo da un collarino, identico nella forma a quelli
dei due torqui d'oro. I torqui, alla lor volta, per il
trattamento del torciglione e per il collarino che lo
stringe, ricordano un'armilla di greca fattura rinvenuta
a Koul-Oba nella tomba di un re e di una regina
del Chersoneso, del IV secolo av. Cristo (').

Donde si deduce che questo del torciglione fu un
genere che apparve in Grecia nel IV secolo av. Cristo
e venne poi applicato ad ogni sorta di ornamenti, alle
collane, alle armille, agli orecchini e, come vedremo,
agli anelli. Trattati a torciglione sono altresì i due
orecchini rinvenuti in una tomba gallica del predio
Benacci (2) e dei quali ho già dato un disegno.

Armille. — Mentre nelle tombe galliche rarissimi
sono gli orecchini, occorrono frequenti, numerose e varie,
così per la forma come per il materiale, le armille,
essendovene d'oro, di argento, di bronzo, di ferro, di
vetro e d'avorio (sep. XXX).

Le usavano anche gli uomini, i guerrieri; ma più
specialmente le donne, che le portavano infilate in
ambo le braccie in numero di una, due ed anche di
tre e talvolta anche ai piedi. Quest'ultima particolarità,
ch'era stata notata per la prima volta presso uno
scheletro scoperto in Valle d'Aosta, ai cui piedi era
un'armilla di vetro (3), fu osservata altresì in uno
scheletro gallico di Marzabotto, presso i cui piedi
era pure una piccola armilla di bronzo (4).

Le due armille di oro rinvenute nelle ricche tombe
Giampieri ed Anselmi (tav. Ili, n. Z> e tav. V, n. 3)
fatte a spirali, terminanti a ciascuna estremità in testa
di serpe, sono così simili fra loro che si direbbero
lavoro del medesimo artefice. Perchè in amendue sono
lisce e piatte le spirali e lavorate a squame soltanto
le due teste, quasi che due fossero i serpi, mentre di
nessuno è indicata la coda. Più organica è altra ar-

PRESSO ARCEVIA 730

milla rinvenuta in una tomba della Crimea, che rap-
presenta le spire di un solo serpe, di cui la coda e la
parte superiore del collo sonò lavorate a squame, il
rimanente è liscio (').

Tralasciando le armille a due o più giri di spirale
in ferro od in bronzo (come quelle riprodotte nella
tav. VII, nn. 18 e 24) perchè comuni a tutte le età
ed a molti sepolcreti, fermo specialmente l'attenzione
sopra le seguenti:

1 a armilla di argento a semplice filo con estre-
mità aperte e che si agganciano (tav. Vili, n. 5).
I capi però, prima di piegarsi per agganciarsi, formano
otto giri di spirali, che ricordano i giri di spirali delle
fibule tipo La Tene.

2. a armilla a filo di argento ripiegata, a metà
del giro, sopra sè stessa e finiente ai due capi in due
dischi a spirali di più giri (tav. VII, n. 21).

3. a armilla a filo di bronzo disegnante meandri
curvilinei (tav. VII, n. 25). E questo un tipo di ar-
milla occorso più volte in sepolcri gallici. Una di
argento si rinvenne in tomba gallica di Marzabotto
ancora infilata nel braccio destro di uno scheletro di
donna (2).

Un'altra simile fu trovata, pure ancora infilata nel
braccio sinistro di una donna, in una tomba del se-
polcreto di Peyre Haute, nelle alte Alpi (3). « Un'ar-
milla di iìl d'argento girato a meandro curvilineo, tipo
ancor esso della Gallia » era pure in un sepolcro ci-
nerario di Ciano, con fibule di bronzo e di argento tutte
a doppio vermiglione, cioè del tipo La Tene, e con
un torque di bronzo. Il sepolcro cianese però era del-
l'epoca romana, perchè, come fu notato dal Chierici (4),
era composto di mattoni e di tegole romane. Final-
mente due braccialetti a filo di bronzo disegnanti
meandri curvilinei, uno dei quali identico all'esemplare
di Montefortino, furono trovati l'anno 1883 eziandio
in una tomba femminile dell'epoca gallica in Francia,
presso Bussy-le-Chàteaux (dipartimento della Marna)

(') Antiquité du Bosph. Cimm., pi. XIII, 1 ; Daremberg et
Saglio, Dictionnaire des antiq. gr. et rom., lett. A, p. 436,
fig. 528.

(2) Brizio, Tombe e necropoli galliche della provincia di
Bologna, tav. VII, n. 37.

(3) Gastaldi, Frammenti di paletn. italiana (Atti della
E, Acc. dei Lincei, 1875-76, voi. Ili, tav. X, fig. 3) ; Montelius,
La civilisation primitive en Italie, pi. 65, fig. 1, p. 326.

(*) Brizio, Tombe e necropoli galliche ecc., p. 514.

(1) Compte-rendu 1873, tav. Ili, n. 7, p. 53. Quell'armilla
fa comprata dal Museo di Pietroburgo nel 1872, ma è simile
ad altra trovata nel 1870 nella collina di Vasioura.

(2) Brizio, Tombe e necropoli galliche della provincia di
Bologna, p. 501, tav. VII, n. 21.

(3) Chanire. Premier dge du fer, pi. IV, n. 2.

(4) Chierici, in Bullet. di paletn. ital., anno Vili, p. 123.
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